Varese

Tra gli alberi in bianco e nero a Punto sull’arte

Il vernissage di ieri a Punto sull'arte

M/ARBRES è il titolo della seconda mostra allestita presso “Punto sull’arte”, nel cuore di Casbeno. Titolo volutamente ambivalente, che parla di alberi e marmi.  Tre nuovi autori sono stati ospitati a dialogare tra loro e con il pubblico attraverso le loro opere. Nella galleria di Sofia Macchi, ieri pomeriggio, il vernissage ha richiamato una piccola folla visitare lo spazio di viale Sant’Antonio, in cui la curatrice Domitilla Musella ci ha fatto un po’ da Cicerone.

Tre autori, secondo la formula scelta dalla galleria, hanno proposto le loro opere. Partiamo dalla pittrice Marika Vicari, che raffigura paesaggi boschivi, spogli ed autunnali, direttamente su tavole di legno, che contribuiscono, con le loro sfumature e loro venature, diventano una componente fondamentale delle opere. Grazie alla Vicari la galleria propone, in questa seconda mostra, anche elementi che avvicinano all’installazione, come dei pezzi di corteccia posti davanti alle opere appese al muro.

Presente in mostra anche il fotografo Alberto Bortoluzzi, che negli ultimi anni si è confrontato con una molteplicità di soggetti e di prodotti fotografici. Questa volta ha privilegiato immagini in bianco e nero, che in alcuni casi sembrano rimandare a paesaggi nordici, quasi bergmaniani, mentre ci sono immagini nuragiche che evocano una natura primitiva e muta. Quest’ultime più sconosciute di altri soggetti dello stesso Bortoluzzi, e davvero notevoli.

In mostra anche i volumi dell’artista americana Jill Hojeberg, che propone marmi e alabastri modellati su rotondità del corpo femminile. Sculture che dovrebbero fare da trait d’union tra gli altri due artisti. E’ grazie a questi volumi che, nel titolo, gli alberi si trasformano in marmi, gli arbres in marbres. Un modo, forse, per superare il problema che si era verificato alla mostra precedente, e che era legato alla difficoltà di presentare ben tre artisti e le loro opere sotto il tetto di un unico titolo univoco. L’ambiguità, anche in arte, paga.

29 gennaio 2012
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