Varese

L’ex berlusconiano Gori e Giorgino il contestatore

Il produttore Giorgio Gori

Parterre di tutto rispetto alla kermesse dei rottamatori “Giù al Nord”. Tra i nomi più eclatanti il produttore Giorgio Gori, uomo legato per anni al mondo berlusconiano, ma ora iscritto al Pd. Una delle facce delle convention rottamanti, dato che Gori era intervenuto, come lo scrittore Baricco, al Big Bang di Matteo Renzi. Forse c’è pure il rischio di trovarcelo in un prossimo esecutivo di centrosinistra. Gori è arrivato per tempo, ha parlato con i cronisti e poi è salito sul palco del primo dei talk -show della giornata, quello dal titolo “C’è ancora una questione settentrionale?”, moderato dal giornalista Dario Di Vico del Corriere della Sera.

E’ il primo a prendere la parola, Gori, prima di Laura Puppato, capogruppo in Regione Veneto, e del sociologo Aldo Bonomi, il teorico del “capitalismo molecolare”, tra i più lucidi studiosi del leghismo. A conclusione previsto l’intervento di Maurizio Martina, segretario regionale del Pd. Il moderatore non si sofferma troppo sul passato di Gori, vola via veloce. E Gori inizia rimarcando di intervenire come “cittadino del Nord”. Un intervento, il suo, sull’assenza della borghesia dalla scena politica. Un’assenza che Gori ribadisce citando titoli di libri, di De Rita, di Ciampi. Al termine applausi soft. Ma si sente anche un fischio, forte, sempre più forte. Gori si volta appena e sorride. E il dibattito prosegue rapidamente.

Un fischio alla kermesse? Ma chi è il colpevole? Il colpevole è Giorgino. Sì, Giorgio Martignoni, disegnatore di fumetti di vaglia, che ha fischiato democraticamente Gori, non entusiasta della lezioncina di politica arrivata dall’ex collaboratore del Cavaliere, qui in vesti democratiche. Fino a qui, nulla di notevole. Ma qui inizia il bello: al termione del talk-show, il sociologo Bonomi sale le gradinate del Santuccio e va a stringere la mano a Giorgino. “Anche io avrei fatto lo stesso – dice il sociologo -, non è possibile discutere con Gori di queste cose”. E se ne va.

28 gennaio 2012
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