Varese

Guerra alle Poste, sindacati rompono trattativa

Interrotte le relazioni industriali con l’azienda Poste Italiane in Lombardia dalla Cisl, Uil, Confsal e Ugl per l’atteggiamento di chiusura e di mancato confronto rispetto ai molti problemi presenti nell’ambito servizi postali e del settore del bancoposta. L’ultima unilaterale iniziativa, in ordine di tempo, avviata dall’azienda a partire da lunedì prossimo – 30 gennaio – è la modifica degli orari di apertura e chiusura al pubblico degli ufffici postali e dei collegamenti dei furgoni che provvedono al ritiro della corrispondenza per l’inoltro alle varie destinazioni. Una situazione che riguarda Varese e tutta la Lombardia.

E’ scandaloso che anziché effettuare un confronto per la specificità delle diverse situazioni nelle varie province e realtà territoriali per poi preallertare per tempo la clientela, a sole 48 ore dall’introduzione di una modifica di tale portata assistiamo al frettoloso invio tramite fax, praticamente intorno all’orario odierno di chiusura degli Uffici, di cartelli da esporre al pubblico.

Come sostiene Antonio Santacroce, segretario Slp Cisl Varese, “l’azienda ha perso il controllo delle situazioni e non si preoccupa dei disservizi e dei danni all’immagine che ne conseguono, in considerazione anche della carenza negli organici del personale che ha portato ad un forte aumento dei tempi di attesa in coda con tante postazioni di lavoro vuote”.

In un momento già difficile per tutte le aziende una gestione così approssimativa dei servizi postali, in una importante regione come la Lombardia, rischia di compromettere la tenuta occupazionale e di vanificare i sacrifici dei lavoratori che con senso di responsabilità hanno contribuito, attraverso una serie di riorganizzazioni, alla tenuta complessiva dell’azienda che vanta utili di bilancio da oltra 9 anni, risparmiando sui costi anche del personale e non investendo in innovazione, sicurezza e formazione.

28 gennaio 2012
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