Varese

“Giù al Nord”, dai rottamatori tiro al bersaglio sulla Lega

La Dematteo nel corso del suo intervento

Tra gli obiettivi numero uno della kermesse “Giù al Nord” la presenza, la cultura, la politica della Lega Nord. Del resto, era inevitabile, considerato che il Carroccio governa da 12 anni in Lombardia e da 15 a Varese. Un vero tiro al bersaglio sul Carroccio che mette in luce le mille contraddizioni di questo partito, le sue ombre, i continui cambi di marcia.

A parlare alla platea della kermesse organizzata dai rottamatori è la studiosa più odiata dai leghisti, quella ricercatrice che ha pubblicato un serissimo studio sulla Lega, dal titolo “L’idiota in politica” (pubblicato in Italia da Feltrinelli), Lynda Dematteo. Introdotto da uno spezzone del mitico Forrest Bossi interpretato da Crozza e proposto sugli schermi al Santuccio, l’intervento viene letto dalla Dematteo, in un italiano contrassegnato da uno chicchissimo accento francese. Un intervento difficile, dedicato a “la maschera di Bossi”.  Spiega la studiosa italo-francese che “Bossi è un idiota nel senso etimologico della parola, da ediòs, uomo del contado, contrapposto all’uomo della polis, della città”. “Va fiero delle sue origini provinciali – continua la Dematteo – e per questo viene apprezzato dalle persone della provincia”.

La studiosa ripercorre la lunga marcia della maschera di Bossi, dalle lontane origini quando venne inventata la sua leggenda dal giornalista Daniele Vimercati. “Una machera che rappresenta una figura anti-politica – dice la studiosa -, costruita dai media in contrapposizione ai politici della Prima Repubblica”. “Voce della ribellione”, Bossi trova nel turpiloquio un elemento caratteristico, dice ancora la Dematteo, come pure nel ”celodurismo”, anticipazione della deriva porno-pop di Berlusconi. Non mancano neppure elementi tratti dall’armementario del fascismo, elementi di seduzione che producono effetti tra i lumbard. Infine la Dematteo parla del disagio fisico di Bossi: “una condizione che rafforza il legame con la sua base, anzi ha assunto quasi una dimensione sacra”. Analisi raffinate, dunque, ma anche indigeste per il Carroccio.

Altro duro attacco alla Lega, viene dal “leghista pentito” Alessandro Cè, uno dei relatori al convegno. “Non pentito: semmai un leghista tradito”. Ex capogruppo del Carroccio a Montecitorio ed ex assessore alla Sanità al Pirellone, poi “epurato” in seguito ad un duro contrasto con il vertice del suo partito, Cè sostiene che la delusione è stata totale. “Tutte le battaglie delle origini, quelle del cambiamento nelle istituzioni, nella politica, nella spesa pubblica, sono state dimenticate a vantaggio di una sistematica occupazione di posti di potere, nelle istituzioni, alla Rai, in Finmeccanica”. Davvero una bufala la questione del divorzio tra Lega e Berlusconi: “la Lega sa benissimo che se lascia il Cavaliere, deve lasciare anche le poltrone”. Una situazione che riguarda il Carroccio anche in Regione Lombardia: “Ma come è possibile che la Lega possa tollerare clientele e scandali continui?”.

Unico esponente del Carroccio presente alla kermesse, Massimo Realini, ex presidente di Circoscrizione 3, e attuale consigliere comunale. Leghista doc. “A parte il compitino della studiosa, che non mi interessa, molte delle cose che sento, mi trovano d’accordo. Dare più peso ai Comuni, e ascoltare il territorio, che deve restare al centro dell’attenzione”. Resta il fatto che “qui – dice Realini – il Pd dice una cosa, ma a Roma ne fa un’altra”.

28 gennaio 2012
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