Economia

Varese, operai e chef mancano all’appello

Adesso anche i dati statistici registrano le difficoltà del mercato del lavoro varesino. Se fino all’autunno scorso i numeri non incorporavano ancora il contraccolpo di una crisi che è tornata a mordere a partire dal luglio 2011, le ultimissime analisi disponibili sul sito www.osserva-varese.it  manifestano appieno i problemi delle imprese del nostro territorio.

La cassa integrazione ha registrato, nell’ultima parte dell’anno, un rialzo delle ore richieste pari al 2,7%, per un totale di 6milioni e 600mila ore nel quarto trimestre 2011. In particolare, è l’ordinaria (+21,2%) a manifestare i sintomi di un ritorno a una congiuntura negativa. Anche la cassa integrazione in deroga, destinata a quelle imprese con meno di 15 dipendenti e a quelle che già avevano raggiunto i limiti per l’ordinaria, ha continuato la sua crescita (+33%) mentre quella straordinaria al momento non registra andamenti in salita.

Una situazione che pesa indubbiamente sul mercato del lavoro: si stima che gli effetti delle ore autorizzate corrispondano al 3,7% dei dipendenti delle industria e dei servizi in provincia, complessivamente 270mila addetti. Una quota superiore di circa un punto e mezzo rispetto alla media regionale (2,1%) e a quella nazionale (2,2%). Gran parte dell’eccedenza si concentra nell’industria, costruzioni comprese, dove raggiunge tuttora il 6,3% del totale dei dipendenti mentre nei servizi si attesta all’1,2%.

La rilevante presenza di personale in eccesso all’interno delle aziende varesine continua quindi a ostacolare la ripresa della domanda di lavoro. Sotto questo aspetto, nel I trimestre 2012 le imprese della nostra provincia – rispondendo all’indagine Excelsior, condotta ogni tre mesi da UnionCamere e Ministero del Lavoro – hanno previsto di effettuare 1.760 assunzioni, vale a dire 9 ogni 1.000 dipendenti. Valori inferiori alla media della Lombardia (11,1) e pure alle 13,4 assunzioni programmate complessivamente in Italia.

Tra le province della nostra regione, Varese si colloca in nona posizione, con un livello inferiore di quasi 7 punti rispetto al valore più elevato (Sondrio, 15,8 assunzioni ogni 1.000 dipendenti).

Si tratta, tuttavia, in larga parte di riattivazioni di contratti in scadenza a fine 2011 o di assunzioni in sostituzione di analoghe figure, per lo più comunque ancora a tempo determinato (58%).

Un’altra importante caratteristica delle assunzioni annunciate dalle imprese nell’indagine Excelsior si riferisce alla difficoltà di trovare le figure professionali di cui necessita. In provincia di Varese, le assunzioni “difficili” sono previste nel 23% del totale, anche qui una quota superiore alla media nazionale (19% circa), ma simile a quella regionale (22%). Queste difficoltà – più elevate nelle piccole che nelle grandi imprese – sono dovute soprattutto alla scarsità di candidati disponibili a occupare la posizione richiesta e in misura minore all’inadeguatezza delle competenze e dell’esperienza possedute.

Quali allora le professioni più richieste nei prossimi tre mesi? I profili dei settori che concentrano la metà delle assunzioni programmate sono: operai delle industrie manifatturiere sia nella chimica, legno e carta che nella metalmeccanica ed elettromeccanica (370 richieste), cuochi e camerieri (230), personale di vendita (180), tecnici amministrativi, finanziari e bancari (110).

25 gennaio 2012
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Un commento a “Varese, operai e chef mancano all’appello

  1. Grinch il 28 gennaio 2012, ore 13:43

    Sarà anche vero che a Varese mancano le figure professionali citate nell’articolo, eppure io scorro molto spesso le offerte di lavoro senza trovare tutte le richieste di cui si parla. Vivo in un’altra Varese?

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