Varese

Patto anti-crisi siglato da Confapi e sindacati

I firmatari del documento

Una linea strategica comune a sostegno delle imprese e dei lavoratori al fine di contenere l’impatto della situazione economica e la riproposizione dell’intesa grazie alla quale i lavoratori della aziende aderenti al sistema Confapi Varese potranno continuare ad ottenere i benefici fiscali alla cosiddetta “detassazione”. A controfirmare gli accordi sono stati questa mattina i vertici dell’associazione delle Piccole e Medie Industrie del Varesotto – rappresentati da Franco Colombo, presidente; Marco Praderio, direttore generale e Piero Baggi, vicedirettore e responsabile delle relazioni industriali -, unitamente alle rappresentanze sindacali attraverso i loro segretari provinciali: Franco Stasi, Carmela Tascone e Antonio Albrizio, rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil.

Nel primo caso si è trattato di una importante riconferma: in virtù della “detassazione” già applicata nel 2011, ai dipendenti delle aziende associate Confapi Varese potrà essere applicata un’aliquota Irpef agevolata, nella misura del 10% in luogo di quella ordinaria. Oggetto del beneficio tutte quelle prestazioni riconducibili ad incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa, quali il lavoro straordinario, le indennità di turno, il lavoro supplementare, il lavoro notturno e quello festivo. Una riconferma che va ad incentivare la flessibilità, permettendo ai lavoratori di avere più soldi in busta paga alla fine del mese.

La novità quest’anno riguarda la sottoscrizione tra Confapi Varese e Cgil-Cisl-Uil del “Documento sulla crisi in Provincia di Varese”, documento indirizzato a Regione, Provincia e Camera di Commercio, che coinvolga anche le due Università, in cui le sigle sindacali e l’associazione delle Pmi definiscono delle linee strategiche comuni finalizzate a contenere la crisi sul territorio. Una sorta di “cabina di regia”, una “fonte di spunti” che promuova un patto sociale al fine di contenere le ricadute della grave situazione economica nel Varesotto, acuitasi nell’ultimo periodo dalle costanti difficoltà in cui si dibatte il sistema manifatturiero con il conseguente consistente aumento di esuberi pari ad oltre 2.000 lavoratori, che si aggiungono a quelli già iscritti alle liste di mobilità nel primo semestre 2011 (8.613 i lavoratori presenti nelle liste al 30 giugno 2011 – dati OsserVa).

Quali le richieste inserite nel documento? Sindacati e associazione di categoria chiedono interventi di sostegno del manifatturiero; credito alle Pmi e sostegno a quelle che innovano ; sostegno del reddito dei lavoratori che hanno perso il lavoro, in particolare attraverso forme di microcredito per spese indilazionabili quali mutui e affitti; alla Provincia la messa a disposizione dei dati in proprio possesso circa le professionalità dei lavoratori collocati in mobilità e/o disoccupati o inoccupati, al fine di favorire incontro tra domanda ed offerta, anche attraverso una piattaforma informatica unica; un costante monitoraggio dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, sollecitando la Provincia a favorire azioni di ricollocazione delle persone presenti nelle liste di mobilità, individuando percorsi coerenti al riguardo, a partire dalla formazione necessaria; riqualificazione delle aree dismesse con particolare attenzione a nuovi insediamenti produttivi.

Infine, Confapi Varese e sindacati chiedono “di accelerare tutti i passi necessari alla costituzione di un forte patto sociale per la prospettiva produttiva ed occupazionale della Provincia, relativamente al percorso Varese 2020″.

“Si tratta di un documento impegnativo e che fa riferimento al credito per le Pmi, alla possibilità di ridurre orari, o accedere a contratti di solidarietà prima di licenziare. Un particolare problema – ha sottolineato Franco Stasi della Cgil – riguarda i lavoratori “esodati”, quelli che con le norme precedenti accedevano alla pensione con la mobilità”. “Un’uscita da questa situazione – che resterà molto dura per tutto il 2012 – non può prescindere da una “cabina” di regia che unendo associazioni di categoria, sindacati, Regione, Provincia, Camera di Commercio e Università riesca a tracciare le vie da seguire per limitare i danni sul territorio”, ha detto Carmela Tascone della Cisl. “Tutti insieme mettiamo al centro il problema occupazionale – ha ribadito Antonio Albrizio della Uil -. La prospettiva di uscita dalla crisi non si conosce, per questo serve lavorare uniti sostenendo le persone anche col microcredito. Una strada importante sarà quella del “tavolo di concertazione” che consideri diversi aspetti. L’accordo con Confapi è un esempio virtuoso”.

E se il direttore di Confapi Varese Marco Praderio ha ricordato come “Varese sia spesso laboratorio e modello a livello nazionale, come confermato nell’ambito della Sicurezza sui posti di lavoro”, il presidente Franco Colombo ha sottolineato “l’importanza di trovarsi tutti dalla stessa parte nei momenti difficili”. “Istituzioni, imprese e sindacati hanno la responsabilità di trovare interessi comuni per il territorio. L’obiettivo di questo documento è dare spunti per arrivare ad accordi ampi e concreti. Serve agire sul credito alle imprese, sul microcredito per i lavoratori e sulla rinegoziazione del debito per dare ossigeno al manifatturiero”. Colombo ha brevemente commentato anche le liberalizzazioni del governo Monti: “Personalmente non mi aspetto l’11% di crescita come è stato detto. Questa non è una spinta all’economia. Servono risorse tangibili”.

23 gennaio 2012
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