Milano

A Milano sul palco Bossi non fa parlare Maroni

Bossi e Maroni

Doveva essere la manifestazione della ritrovata unità nel Carroccio, ma si è respirato ancora aria di divisioni e polemiche interne. Grande corteo della Lega Nord a Milano contro il governo Monti e poi il comizio del Senatur in piazza Duomo. Il corteo viene aperto dai big: da una parte l’ex ministro Maroni e dall’altra Marco Reguzzoni, ex capogruppo alla Camera.  In prima fila, accanto a Bossi, ci sono anche Rosi Mauro e Speroni, vicini a Bossi e lontani da Maroni.

Una manifestazione anti-Monti e la maggioranza che lo sostiene, si è in realtà trasformata nella cartina di tornasole per capire quanto il Carroccio resti diviso. Un grande striscione in piazza parla chiaro ed esprime l’inalterato sostegno al grande capo: “Bossi sei tutti noi”. Tornano anche gli slogan che si erano già visti all’assemblea maroniana di Varese: “Maroni in Padania, Cosentino in Tanzania”.

Quando Bossi parla in piazza Duomo, invita i duellanti a buttarsi i contrasti alle spalle: il Senatur invita “Maroni e Reguzzoni a darsi la mano e ad abbracciarsi”. Ma non accade, sorrisi imbarazzati, fischi che partono dal folto pubblico padano della piazza quando viene fatto il nome di Reguzzoni. Dalla piazza i militanti invocano un intervento da parte dell’ex ministro, ma Bossi oggi è l’unico oratore e non passa la parola a Maroni.  

Duro l’attacco di Bossi all’ex alleato Berlusconi. “Caro Berlusconi non si può tenere il piede in due scarpe. Devi scegliere, tanto alle elezioni ci arriviamo ugualmente”. “Lascia questo governo infame, altrimenti non sosterremo più il governo della Regione Lombardia”. Un passaggio politico che ricalca proprio la minaccia pronunciata da Maroni a Varese, quando ha detto no all’alleanza con il Pdl in vista delle prossime elezioni amminitrative.

22 gennaio 2012
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