Varese

Maroni tenta l’affondo, ma Bossi fa il pompiere

L'intervento di Umberto Bossi al Teatro Apollonio

Una coreografia ben congegnata, quella del Maroni day, che ben si addice ad un teatro come l’Apollonio di Varese. In sala, affollata fino alle ultime file, e con un centinaio di militanti nell’atrio, si spengono le luci e parte un filmato vintage. Scorrono vecchie immagini, Bossi e Maroni giovani ai Giardini Estensi, e poi ancora Maroni e Bossi, e Bossi e Maroni. Colonna sonora avvolgente e molto melodica. Tra le ultime frasi, Maroni che a Pontida dice che “la Lega è un popolo di barbari sognanti”. Si accendono le luci e, dal fondo del palco, avanzano Maroni e Bossi, poco più indietro anche Calderoli.

Fragoroso applauso in sala. “Bossi! Bossi!” scandisce il popolo lumbard all’unisono. Tutti si siedono e Marco Pinti, segretario cittadino del Carroccio, prende la parola per passarla ai big sul palco. Prima Fontana, poi Galli, poi Calderoli, tutti intervengono e alzano il tiro su Marco Reguzzoni, il convitato di pietra del Maroni day. Parte il sindaco Fontana, che critica “qualcuno che ha detto che si devono fare i congressi per vedere chi è con Bossi e chi è contro di lui: ma siamo tutti con Bossi”. E’ evidente che anche Galli si riferisce a Reguzzoni quando dice: “dopo Bossi tutti sono uguali e per comandare ci si conta”. Viene poi il turno di Calderoli, che si chiama fuori stando sulle generali e parlando male di Monti.

Arriva il turno di Maroni, e la sala è incontenibile. Corrono i brividi nella schiena dei militanti quando Maroni parte dicendo “questa sera qualcosa la voglio dire, la devo dire”. Racconta della “fatwa” che lo ha colpito: “è una cosa che mi ha ferito profondamente”, dice davanti ad un Bossi terreo, che guarda davanti a sè, per un lungo tratto dell’intervento di Maroni non gli rivolge lo sguardo. Parte l’attacco a Reguzzoni: “Mi si accusa di essere invidioso: ma come si fa ad essere invidiosi di uno di Busto Arsizio?”. Continua Maroni: “è evidente che qualcuno vuole cacciarmi dalla Lega: ma credo che lui dovrebbe essere cacciato dalla Lega”. Qui l’Apollonio esplode davvero, tutti in piedi a scandire ”fuori! fuori!”.

Ma è l’ultima parte dell’intervento di Maroni la più interessante, e anche quella che Bossi metterà maggiormente in discussione. Maroni parla di una Lega autarchica, sempre più localistica, che si chiude a riccio, con il rischio di finire marginale nel gioco politico. “Lasciamo perdere Roma, i suoi palazzi: qui dobbiamo stare – rimarca l’ex ministro -. E alle prossime amministrative, dobbiamo mostrare i muscoli e andare da soli: solo la Lega vuole la Padania, dobbiamo costruirla noi”.

Tra applausi e il suo nome scandito dai militanti, prende la parola Umberto Bossi, che gli organizzatori speravano intervenisse. Lui interviene, ma si limita a pochi minuti di intervento, in cui non solo non scomunica Reguzzoni, ma prende anche le distanze dalle idee espresse da Maroni. L’attacco è dedicato alla possibilità di un accordo Pdl-Pd sulla riforma elettorale per “fare fuori” la Lega. Le parole di Bossi gelano: “Fare politica significa guardare in faccia la realtà: se non andiamo a Roma, come la costruiamo la Padania? Con i fucili?”. “Sììì”, urlano i presenti. Ma Bossi, imperterrito, prosegue: “Dobbiamo cucire i fili della politica”. Certo, non può evitare di dire una parola sul divieto a Maroni. “A volte posso sbagliare, ma so distinguere bene tra le cose giuste e le cose sbagliate”. E conclude: “Qualla roba lì non conta nulla, Roberto: ti porterò a fare i comizi insieme a me”. Pacato e lucido, Bossi chiude il suo intervento e invita tutti alla manifestazione di Milano. E così partono le note di Verdi e del suo “Va’ pensiero”. Ed è il sipario che cala sul Maroni day.

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19 gennaio 2012
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3 commenti a “Maroni tenta l’affondo, ma Bossi fa il pompiere

  1. abramo il 19 gennaio 2012, ore 10:22

    c’è confusione:
    chi si è fatto a Roma dichiara: “Lasciamo perdere Roma, i suoi palazzi: qui dobbiamo stare – rimarca l’ex ministro -. E alle prossime amministrative, dobbiamo mostrare i muscoli e andare da soli: solo la Lega vuole la Padania, dobbiamo costruirla noi”.
    chi si è fatto in Padania per arrivare a roma sottolinea: “Fare politica significa guardare in faccia la realtà: se non andiamo a Roma, come la costruiamo la Padania? Con i fucili?”.
    Ed il capogruppo a Roma, quello che dichiarò “anche se mi obbliga il partito a Roma non andrò mai!” viene scomunicato…
    questa celebrazione sa tanto di funereo…

  2. cittadinosuperpartes il 19 gennaio 2012, ore 16:01

    Dal palcoscenico dell’Appollonio,e’ andata in scena iersera con la regia di Pinto,Autori Maroni, Fontana, Galli. prim’attore il pubblico,con la partecipazione straordinaria di due commedianti di straordinario talento Bossi e Calderoli, si e’ recitato “Tutto e il contrario di tutto ,ovvero il nulla”Commedia brillante su come mantenera la sedia in Roma Ladrona

  3. abdul sensibile il 19 gennaio 2012, ore 18:53

    è il ballo della lega, io già detto altre volte… sarà grande successo di 2012, balleremu tutti questo simpaticu tormentone

    due passi in su, due passi il giù, prima ti avvicini e poi t’allontani.
    CAMBIO DI COPPIEEEEEE
    due passi in su, due passi il giù, prima ti avvicini e poi t’allontani.
    CAMBIO DI COPPIEEEEEE

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