Varese

I 50 anni degli Architetti tra funerali, crisalidi e impiccati

Da sinistra, Cattaneo, Gianetti e Fontana

Sarà un caso che si siano annunciate le iniziative per i 50 anni dell’Ordine degli Architetti di Varese proprio oggi, la giornata che finirà con un Consiglio comunale dedicato ad un Pgt che non c’è. Questa mattina si è parlato della città presente, della città futura, ma uno degli strumenti fondamentali per programmare la città non è ancora comparso all’orizzonte.

In Comune sono state lanciate le iniziative promosse dall’Ordine degli Architetti di Varese in occasione del mezzo secolo di vita di attività. Incontri di riflessione di ampio respiro dal titolo “AmiAmo Varese? Dialoghi tra Architettura e Design”, che si terranno a Villa Panza, bene di proprietà dei Fai. Un lancio che ha registrato qualche defezione: al tavolo delle autorità erano assenti due assessori comunali, all’Urbanistica, il leghista Fabio Binelli, e alla Cultura, il pidiellino Simone Longhini, oltre al direttore di Villa Panza, Anna Bernardini.

Ha aperto la presentazione, coordinata da Andrea Ciotti, l’intervento del sindaco di Varese, Attilio Fontana, che non rinunciato ad un riferimento all’attualità politica e, in particolare, alle liberalizzazioni varate dal governo Monti. Il sindaco si è chiesto se si trattava di festa di compleanno o, piuttosto, di un funerale, considerate le scelte politiche del governo in carica. Fontana ha poi sottolineato come mancano, in città, “cose da rivedere, così come non è mancato qualche errore fatto da qualche vostro collega”. Il sindaco ha dichiarato che “il Pgt sta andando avanti” e in futuro Fontana ha previsto altri momenti di incontro con l’Ordine degli Architetti: “magari ci troveremo con una corona di fiori” (intendendo una corona funebre).

Non si è fatta attendere la risposta del presidente dell’Ordine degli Architetti, Laura Gianetti, che ha ribadito che se errori sono stati fatti, è sempre possibile rimediare e cambiare ciò che è stato fatto. Tra i contributi dati alla città di Varese, la Gianetti ha ricordato la collaborazione alla mostra promossa a Villa Baragiola in occasione del diploma 2010 dell’Accademia di Architettura di Mendrisio. Il presidente degli Architetti ha poi rimarcato il respiro internazionale delle iniziative celebrative.

Intervenendo alla presentazione, l’assessore alle Infrastrutture del Pirellone, Raffaele Cattaneo, ha parlato dell’Ordine degli Architetti come “uno stimolo provocatorio e intelligente per il territorio, di cui abbiamo bisogno”. Per Cattaneo la necessità di un rapporto con gli Architetti nasce dalla condizione di “crisalide” della città di Varese. “Una città che non è più bruco, ma non è ancora diventata una bella farfalla”. Varese, ha detto l’assessore regionale, “rischia di restare una zona grigia se non oserà fare scelte coraggiose sul suo futuro”.

Al termine è intervenuto il vicepresidente della Provincia di Varese, Gianfranco Bottini, che rivolgendosi a Fontana e sottolineando il suo riferimento al governo Monti, ha detto che “è come parlare di corda in casa dell’impiccato”. Tra gli obiettivi del governo Monti (ma prima ancora, del governo Berlusconi) c’è infatti la soppressione delle Province. Bottini ha fatto l’elogio di Ordini professionali e Province, che non sono entità astratte, ma un mix di valori, storie e uomini. Un riferimento forte in un momento di forte globalizzazione, in cui “sangui” stranieri stanno avanzando nelle nostre città.

19 gennaio 2012
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Un commento a “I 50 anni degli Architetti tra funerali, crisalidi e impiccati

  1. abramo il 19 gennaio 2012, ore 17:32

    ci vuole molta ironia per tollerare tante prese per il naso…

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