Lettere

Lo scempio di Casbeno

Un grazie per aver diffuso l’informazione sull’abbattimento degli alberi a Villa Recalcati. Anche se è solo l’attestazione di un atto (inconsulto), a cui abbiamo assistito impotenti, un grave reato contro il patrimonio dell’umanità. Soffro personalmente per l’abbattimento di un solo albero, figurarsi otto in un giorno solo.

Era il 2007 quando ho assistito a quello dei 23 tigli ottuagenari di via trentini per la medesima ragione: un parcheggio multipiano.

E’ una settimana che veniamo svegliati dai lavori in corso nel parco per predisporre i lavori del parcheggio. Ed in attesa ed in gran fretta hanno disboscato tutto ciò che impediva i lavori: “sono solo preparatori” mi rispondono infatti.

Fortunatamente alle 17 le maestranze terminano i lavori, quindi, la mia casa ha smesso di tremare ed il mio cuore di lacerarsi ad ogni tonfo di quelle specie arboree oggi sacrificate in nome del progresso.

Mi aiutano solo quei due sommi poeti che nel 2011 mi hanno insegnato che “in Italia definiamo civilizzazione come l’arte di costruire muri” (ellis island by Robert Viscusi – volume II – libri 5-8) e che “l’impero del brutto devasta la natura in nome di una pretesa migliore qualità della vita” (Tomaso Kemeny ne L’Italia unita nella bellezza a sua cura).

Nel 2012, ed il giorno in cui la pira di Sant’Antonio Abate accoglie i bigliettini che racchiudono i desideri dei varesini, sento queste parole tremare nel cuore: agire contro natura porta solo a devastare l’umanità. Ed io ogni giorno agisco per tenerne in vita cultura e diritti basilari.

Ma stasera non riuscirò a gettare il mio bigliettino nella pira, perché oggi ho compreso che è solo un mio desiderio quello di vivere in armonia con la natura. Però mi chiedo cosa determinerà la mancanza di questi polmoni a Casbeno.

Da dieci anni vivo in questa castellanza. E l’ho scelta per le sue peculiarità ambientali, ma ho assistito ai più infami scempi in nome del progresso che l’hanno ridotta ad un cumulo di cemento.

E’ in giornate come queste, dove non riesci neppure a lavorare per il dolore ed il rumore, che ti chiedi “perché l’uomo si priva di ciò che gli conferisce vita?”. Chi mi risarcirà di ciò che mi è stato sottratto senza neppure avvertirmi. Ovvio, altrimenti avremmo potuto protestare. E’ per questo che oggi, 16 gennaio 2012, so che la democrazia non esiste, perché una decisione così importante non riguarda la cittadinanza.

Ma chi mi risarcirà di giorni e giorni di rumori assordanti, di queste ore di tremolio costante del luogo dove ho scelto di vivere e lavorare, della mancanza di polmoni verdi?

Giorni come questi ti fan pensare sia tutto inutile, anche il libro su cui stiamo lavorando. Ironia della sorte, questo libro parla proprio del consumo del suolo. Forse è per questo che sento la terra tremare sotto i miei piedi.

Ombretta Diaferia

16 gennaio 2012
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3 commenti a “Lo scempio di Casbeno

  1. Rosa. C il 17 gennaio 2012, ore 17:53

    Egr sig Diaferia sono i frutti della politica che assegna gli assessorati in base non alle competenze ed alle capacita’ ma secondo la quantita’ di voti che rastrella con le varie amicizie. L’assessore all’ambiente del comune di Varese avrebbe almeno potuto far finta di fare resistenza salvando almeno le apparenze , ma essendo un borioso superficiale pensa che tutto cio’ che fa e’ ben fatto

  2. ombretta diaferia il 26 gennaio 2012, ore 14:48

    ringraziando la signora Rosa per il suo pensiero, mi permetto di segnalare che il giovane assessore, deputato alle questioni amministrativo-ambientali, si è mosso “sponte sua” per effettuare le verifiche del caso.
    E raccogliendo l’allarme dei residenti (ormai impossibilitati a condurre una vita “normale”), ha verificato che proprio le tre piante abbattute per prime, (semplicemente perché ostacolavano i lavori) non erano state autorizzate.
    Potrebbe anche essere borioso l’Assessore, ma ciò è irrilevante ai fini delle azioni di sua competenza: di solito i medici più antipatici, sono proprio quelli che “curano” l’ammalato e non lo spennano perché mero cliente!
    Ed anch’io non sono molto simpatica…

    Desidero, inoltre, sostituirmi alla mancanza cronica di informazione da parte delle nostre amministrazioni per comunicare che la gara di appalto (in pubblicazione dal 14-12-2011 al 10-01-2012) per la realizzazione del parcheggio intermodale (ennesimo parcheggio insensato che priva la nostra castellanza della sua tranquillità e del suo ambiente!) è stata aggiudicata provvisoriamente alla Ditta Cesit srl in Ati Serrao Marco di Botricello (CZ) (Ribasso offerto 24,141%). L’aggiudicazione definitiva è subordinata alle verifiche di legge.

    L’informazione è reperibile presso il sito della provincia con codice (http://www.provincia.varese.it/code/32037), ma non risulta nell’Albo Pretorio on line sotto la pagina esiti di gara (dove da ingenua lo cercavo).

    Ci sono esempi in Italia da seguire, come Firenze, dove è stato adottato dalla giunta il nuovo piano strutturale, improntato “al verde e alla vivibilità”. Sono state azzerate “le potenzialità costruttive del vecchio piano regolatore” e previsti 9800 alloggi da ricavare dalle strutture dismesse…
    Un buon esempio a cui potrebbero rifarsi il nostro Sindaco (peraltro avvocato) ed il nostro Assessore all’urbanistica.

    Ringrazio enormemente Varesereport per aver contribuito fattivamente ad informare i cittadini su aspetti oscuri anche ai nostri amministratori.

    Per citare un vostro collega de La Prealpina, abbiamo “cementati dubbi” non solo sull’utilità di questo scempio (che comunque non lo giustifica), ma su tutte le operazioni in corso a Varese, dove il PGT è out per la totalità della collettività.

  3. ombretta diaferia il 6 marzo 2012, ore 11:00

    è giunto il momento di far avanzare i lavori. quindi, stamane il mio risveglio è stato tristemente associato alle seghe che stanno abbattendo gli alberi rimasti in vita…
    la casa ha già tremato ben due volte… ed il disboscamento è sempre più professionale, veloce verso l’innalzamento di muri…
    a nulla interessa l’opinione dei cittadini per i dittatori del cemento!

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