Varese

L’incubo di Raffo, storia neogotica condita di humour

La stupenda Miss denver-nel-Colorado di Silvia Bottini

Figure sinistre che si muovono sul palco, aliti gelidi, nuvole fumose che invadono la scena, Silvio Raffo ha attinto a piene mani al cinema horror gli ingredienti del suo “Pas de deux, incubo in azzurro e nero“, che ha aperto, sul palco del Teatro Apollonio, la bella rassegna “Pomeriggi Teatrali” promossa dal Circolo Endas Severo Piatti e organizzata da Carlo Mansueti, che proporrà cinque spettacoli domenicali pomeridiani da oggi a metà maggio. Un incubo teatrale che, in una scenografia neo-gotica, mescola sogno e realtà, immagini oniriche ed esperienza reale, in un accumulo di storie, dialoghi e personaggi che troveranno poi, al termine, l’attesa catarsi.

Un teatro, quello proposto da Raffo (che ha scritto, diretto e interpretato la piéce), che evoca le (dallo stesso Raffo odiatissime) avanguardie del Novecento, che amavano la vertigine della lista, l’accumulo quasi meccanico di cose e situazioni, il delirio come strumento dell’opera d’arte. E in effetti, questo lavoro di Raffo evoca, con i suoi personaggi evanescenti, i suoi pupazzi, i suoi stupendi “freaks” (non sembra uscita dalla pellicola di Tod Browning la stupenda Miss Denver-nel-Colorado?), che dialogano e spesso girano a vuoto, impiaccati alle loro psicosi, burattini che ricordano gli interpreti di certe opere di Kantor, benchè, nel caso di Raffo, tutto appaia meno tetro e sia condito di salutare ironia. Incubo sì, ma che sprizza humour.

L’edificio teatrale di Raffo si fonda soprattutto sul virtuosismo allo stato puro della protagonista femminile, la bravissima Silvia Bottini, che veste i panni di sei personaggi, mescolando Doris Day (la fidanzatina Vinnie) e Maddalena Crippa (la madre con accenti lombardi), figure classiche (l’angelo) e ruoli da caratterista (lo psicoterapeuta tedesco), con grande facilità e utilizzando un ampio ventaglio di tonalità tutte azzeccatissime per i personaggi. Davvero un’interprete straordinaria. Accanto a Raffo e Bottini, un etereo Stefano Annoni e Manuela Contato.

16 gennaio 2012
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