Lettere

Misteri delle liberalizzazioni

Liberalizzazioni … il semplice cittadino, ignaro delle leggi dell’economia, fatica a comprendere perché la liberalizzazione di professioni vada a migliorare i conti di tutta la Nazione. Più facile comprendere i grossi vantaggi che lui, povero “Pantalone”, avrebbe se i servizi dei taxi fossero più presenti e diventassero meno costosi, come in molte altre città del mondo.

Sarebbe felice se i notai, del cui unico operato si è costretti a usufruire per certe transazioni, diventassero meno costosi. Sarebbe felice di poter consultare avvocati o chiedere ausili agli stessi senza doversi indebitare. Sarebbe pure felice di poter andare dai medici, da cui ricevere un importante aiuto per la sua salute, senza avere travaso di bile quando dopo vede la parcella. In quest’ultimo caso sa di avere a disposizione anche il servizio Sanitario Nazionale, ma l’esperienza ci dice che talvolta nascono difficoltà con questo.

E così via per tante altre professioni: il commercialista, il dentista, il farmacista.(tanto per citarne alcune) ma ultimamente a questo stato di cose si è aggiunto l’idraulico, l’elettricista, il giardiniere, l’imbianchino, il falegname … ed altri. Ma questi ultimi non sono già liberalizzati? Sembra che solo le grosse imprese riescano ad imporre loro cifre concordate. Anzi, talvolta impongono situazioni capestro, mettendoli in serie difficoltà.

Nel mondo delle attività lavorative c’è qualcosa che non va! Numerosi punti di forza contrapposti a moltissimi punti di debolezza. Il prezzo di certe attività risulta frequentemente eccessivo, senza arricchire in concreto nessuno e dando una notevole incentivazione all’inflazione. Il lavoro, ripeto, spesso è sopravvalutato.

A ben guardare l’addetto alla segnaletica stradale, che fa bellissime righe bianche e dritte sugli asfalti, in proporzione sembra costare molto di più di quanto Giulio II° pagò Michelangelo per la Cappella Sistina. Di contro in altre nazioni il lavoro è pagato troppo poco! Quale la valutazione giusta? Come in tutto, prevale sempre la cattiveria umana? Umanità covo di belve?

Ritornando al problema dei taxi che si sta infiammando: le recenti normative hanno giustamente richiamato attenzioni particolari per il rinnovo di patente di guida agli anziani ultra ottantenni, per cui molti si troveranno senza patente. Queste persone dovranno dipendere dai taxisti? Come potranno permettersi il servizio? Che cosa avverrà nelle ore notturne, nelle piccole città dove di notte i taxi non ci sono? E per altre piccole necessità della vita quotidiana dove ai nostri giorni necessita l’auto? Diventa un problema sociale piuttosto grave! Lasciando andare i taxisti per la loro strada, non potremmo fare in modo che ci sia un’organizzazione di “TAXI ONLUS” per i casi sociali??? Ovviamente questa mia è una provocazione, ma dietro alle liberalizzazioni non ci sono solo problemi economici, ma anche pesanti problemi sociali.

Purtroppo sappiamo che quando ci sono di mezzo i soldi generalmente non si riescono vedere i bisogni e le carenze dei nostri “fratelli”. Situazione che pochi nella storia sono stati capaci di superare ….

Emilio Corbetta

Consigliere Comunale PD

15 gennaio 2012
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Un commento a “Misteri delle liberalizzazioni

  1. Venegoni R il 15 gennaio 2012, ore 19:07

    IL PREZZO DI CERTE ATTIVITA’ RISULTA ECCESSIVO COME AD ESEMPIO I POLITICI, DAL PARLAMENTARE A L’ASSESSORE, CHE NEL COMUNE DI VARESE PERCEPISCE EURO 3400,00 VA BENE I TASSISTI MA QUESTI QUANDO VERRANNO LIBERALIZZATI O MEGLIO NON PIU’ PAGATIPERCHE’ QUESTO NON E’ UN LAVORO.SE UNOVUOLE METTERSI IN MOSTRA E FARE DEL BENE AL PROPRIO PAESE LO FACCIA GRATIS

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