Varese

Impareranno un mestiere i profughi ospitati a Varese

I 43 profughi provenienti dal Nord Africa sono ospitati da mesi nella nostra città. Una presenza anonima, invisibile, tutta concentrata tra l’Hotel Plaza a Masnago, dove risiedono i profughi, e i luoghi della città in cui i giovani profughi trascorrono le loro giornate. Ai profughi non è arrivata finora nessuna proposta da parte delle istituzioni per svolgere un lavoro, impegnarsi in attività, partecipare ad attività sociali. Finora dei profughi nessuno si era interessato, tranne le associazioni di volontariato.

Una situazione paradossale, al centro anche di un intervento in Consiglio comunale da parte di Andrea Civati, consigliere Pd, che aveva criticato il Comune di Varese per la sua assenza, proponendo di coinvolgere attivamente i profughi in attività, come già accadeva a Gallarate. Una proposta alla quale il sindaco Fontana aveva chiuso le porte. Soltanto oggi qualcosa si è mosso, con un provvedimento che ha visto anche sindaco e assessori leghisti dire di sì. Semaforo verde per il provvedimento portato nella riunione di giunta dall’assessore ai servizi sociali e alla scuola, Enrico Angelini. “Grazie ad un finanziamento richiesto al Ministero degli Interni, di complessivi 18 mila euro, i profughi presenti a Varese potranno partecipare ad un’iniziativa di formazione professionale”.

Tre le azioni previste dal provvedimento un’azione di mediazione culturale e linguistica, per fare apprendere al meglio la lingua e le basi culturali della nostra convivenza. Ci sarà poi un momento di tutoraggio, che punta ad orientare al meglio la partecipazione dei giovani profughi all’iniziativa targata Comune di Varese, ed infine una vera e propria attività  di “tirocinio lavorativo”, in cui i profughi, in gruppi di 15 per tre mesi, potranno imapdronirsi dei fondamentali di un lavoro. “Non diamo ai profughi un lavoro – dice Angelini -, ma li dotiamo di quelle risorse culturali e professionali che consentano loro di impegnarsi per trovare un lavoro”.

Ma il vero elemento di forza del provvedimento è che viene gestito dal basso, in nome di un intelligente principio di sussidiarietà. Infatti a gestire la parte culturale e formativa saranno realtà che appartengono al Coordinamento migrante, e cioè l’Anolf, associazione vicina alla Cisl, e il Colce (Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione). Ad offrire la possibilità di ”imparare” un mestiere lo stesso Comune di Varese (pulizia dei parchi e pulizia dei muri dai graffiti) e Aspem (operatore ecologico). Ai profughi che si impegneranno in queste attività un piccolo rimborso spese di massimo 100 euro al mese.

10 gennaio 2012
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