Varese

Un cippo al Gianicolo ricorderà gli eroi varesini

Il gruppo dirigente dell'associazione "Varese per l'Italia"

Gridano vittoria i componenti della battagliera associazione “Varese per l’Italia 26 maggio 1859″, ce l’hanno fatta. Dopo lunghi sforzi, dopo indicibili difficoltà a rapportarsi alla complessa macchina burocratica italiana, sono riusciti a portare a Roma, nella capitale dell’Italia unita, la memoria dei martiri varesini del Risorgimento. Enrico Dandolo, Francesco Daverio ed Emilio Morosini saranno ricordati, all’interno del Pantheon del Risorgimento al Gianicolo, da un cippo marmoreo con una targa in bronzo. Certo, i nomi dei tre giovanissimi eroi erano già incisi nel Sacrario e il busto di Daverio fa mostra di sè tra gli 84 busti degli eroi del Risorgimento. Ma come dice il presidente dell’associazione, il giornalista Luigi Barion, “mettendo insieme i tanti tasselli necessari, siamo riusciti a ricordare una città più garibaldina di Garibaldi, assolutamente fondamentale per il raggiungimento dell’Unità d’Italia”.

Tanti i tasselli e tanta la fatica per raggiungere questa agognata meta. “Siamo riusciti in pochi mesi – racconta Barion – a mettere insieme gli ok del Ministero della Difesa, del Ministero delle Attività culturali, della Sovrintendenza delle Belle Arti e di Roma Capitale”. Il cippo dedicato ai varesini sarà inaugurato il prossimo 9 febbraio in una cerimonia solenne al Gianicolo, proprio in occasione dell’anniversario della Repubblica romana, per difendere la quale i tre martiri caddero gloriosamente. E, come ha ricordato al termine della conferenza stampa il dottor Pier Maria Morresi, anche lui componente dell’associazione, Morosini fu ucciso dalle baionette francesi nel letto in cui  giaceva ferito. “Giovanissimi eroi di cui andiamo fieri”, sottolinea Maria Pellegatta. Alla manifestazione di inaugurazione, a cui sarà presente una folta delegazione di varesini, potrebbe partecipare anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. “Siamo fiduciosi nel fatto che alla manifestazione parteciperà anche il sindaco di Varese, Attilio Fontana”.

Ma non è tutto. Grazie alle ricerche dell’appassionato architetto Franco Prevosti, anche lui componente dell’associazione, si è finalmente riusciti a chiarire data e luogo di nascita di Emilio Morosini, che a 18 anni cadde per la patria. Grazie alle sue ricerche, Prevosti ha scoperto che Morosini è nato a Varese, presso l’attuale Villa Recalcati, il 17 giugno 1831, una data sbagliata nel sacrario del Gianicolo, e che ora, grazie ai varesini, verrà corretta.

Infine, per sovvenzionare l’iniziativa, l’associazione ”Varese per l’Italia” ha aperto una sottoscrizione popolare (Banca Popolare di Bergamo, Codice Iban IT92C0542810801000000004545). “Un conto aperto – sottolinea Ambrogio Vaghi – a cui speriamo che anche il Comune partecipi concretamente con un contributo”.

 

9 gennaio 2012
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Un commento a “Un cippo al Gianicolo ricorderà gli eroi varesini

  1. Gerva il 9 gennaio 2012, ore 21:21

    Si si, va bene, pero’ Francesco Daverio nulla aveva a che fare coi Dandolo e con Morosini. Daverio era un giovane ingegnere di Morosolo, volontario garibaldino che fu determinante nel salvataggio di Garibaldi in fuga da Morazzone. A Roma nel 1849 fu nominato Capo di Stato Maggiore da Garibaldi che lo aveva ben conosciuto come mazziniano nella terra varesina nell’agosto del 1848.
    Gli altri due erano belli, ricchi, nobili ed erano arruolati tra i bersaglieri di Luciano Manara. I Dandolo eran nipoti del conte Vincenzo Dandolo.
    Vite diverse, aspirazioni simili ma è bene dire che tra corpo regolare dei bersaglieri lombardi di Manara e gli sbandati volontari sempre mal vestiti e peggio armati non correva simpatia. Forse combattevano con un’idea di Italia unita molto diversa.
    Monarchica? repubblicana? federalista? neoguelfa?……

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