Varese

Risorgimento, Fontana: non sono contro, sono critico

Il sindaco Attilio Fontana

“Andare a Roma, alla cerimonia di inaugurazione del cippo? Perchè no? Vedrò i miei impegni”. Risponde così “a cald0″ alla richiesta dell’associazione “Varese per l’Italia”, il sindaco di Varese, il leghista Attilio Fontana, che appare dunque possibilista. Comunque tiene a precisare: “non nutro pregiudizi contro queste iniziative”.

Non si è particolarmente distinto, Palazzo Estense, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ha mantenuto un atteggiamento molto prudente, quando non addirittura contrario, soprattutto sul fronte del Carroccio. E neppure il sindaco Fontana si è mai mostrato entusiasta di celebrare la nostra unità nazionale. Chiarisce bene il suo pensiero: “Sono contrario ai pregiudizi favorevoli così come ai pregiudizi contrari nei confronti della storia risorgimentale – dice Fontana. – Mi interessa molto di più mantenere un atteggiamento critico, rileggere quegli eventi ormai lontani con il giusto spirito critico, contro l’ideologia del Risorgimento”.

Il sindaco Fontana spende un nome autorevole, a tale proposito: lo storico inglese Denis Mack Smith, noto per una rilettura del Risorgomento italiano lontano da miti e riti. “Voglio ripensare quegli avvenimenti storici – conclude Fontana – ricordando anche che sono avvenuti fatti come le violenze a Bronte, l’assedio e il bombardamento di Gaeta. Vanno tenuti presenti anche questi fatti, e non si può ridurre tutto solo ai momenti gloriosi”.

9 gennaio 2012
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Un commento a “Risorgimento, Fontana: non sono contro, sono critico

  1. TECOPA il 9 gennaio 2012, ore 18:35

    E’ bene che il Sindaco rammenti anche i massacri subiti dai garibaldini e mazziniani, lui di cultura liberale e cavouriana.
    Così, tra le altre: moti del 1830 con le condanne a morte di Mazzini e Garibaldi. I mille impiccati dal governo austriaco di Radetzky a Milano dopo i moti del 1848. Martiri di Belfiore; i massacri dei francesi a Roma nel 1849, poi Modena, Sarnico, Aspromonte, Mentana…..dove volontari caddero per un sogno di Italia unita. I piemontesi al Sud hanno portato, dopo il 1860: leva obbligatoria, tasse, fucilazioni. Hanno portato via anche tutto l’oro del Banco di Napoli. Forse il Sindaco si riferisce a queste cose quando legge in modo critico il Risorgimento.
    La penso anch’io cosi’. La vera anomalia? Garibaldi e Mazzini morirono poveri, Mazzini clandestino, a Pisa, nel 1872…. e non han piazzato nessun figlio in regione e soldi in Tanzania.Saluti Comunque è un buon segnale, Magari Fontana si converte al federalismo del Ferrari e del Cattaneo. Speremm.

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