Varese

Dopo l’abete in Monte Grappa, ora è a rischio il piantone

Il cedro del Libano

Gli alberi a Varese si ammalano. Così dopo l’annosa questione dell’abete del Caucaso di piazza Monte Grappa, ammalato e che qualcuno voleva abbattere (una questione rimessa nel cassetto), ora l’allarme si è spostato di qualche strada e riguarda il famoso piantone. Sì, proprio l’ultracentenario cedro del Libano di via Veratti, che negli ultimi tempi non sembra davvero godere di ottima salute. Ad osservarlo bene, alla sua base rilascia una quantità anomala di resina. Un dettaglio accompagnato anche da un diradamento della chioma e da problemi che ruguardano anche i rami secondari.

Un problema che l’assessore alla Tutela ambientale del Comune, Stefano Clerici, fa risalire ad un paio di mesi fa. “Ad un esame fatta agli inizi di novembre, l’albero ci ha fatto sorgere alcune perplessità. Abbiamo così pensato di sottoporre il problema ad alcuni tra i massimi esperti”.  Vengono allertati gli esperti dell’Università di Torino, la Società Italiana di Arbicoltura, le Guardie Forestali e l’esperto Daniele Zanzi, per sapere quale sia la causa del problema. L’assessore annuncia òla partenza di un tavolo tecnico, che si riunirà nei prossimi giorni,

Al momento sarebbero due le possibili cause. Si potrebbe trattare di un effetto del clima particolarmente secco delle ultime settimane, ma non si esclude neppure il fatto che il piantone possa essere vittima della pericolosa armillaria, un fungo devastante che attacca il “sistema linfatico” delle piante. A tale proposito sono stati inviati campioni della pianta all’Università di Friburgo per fare analisi. L’assessore Clerici esclude la possibilità di un eventuale cura drastica (magari arrivando all’abbattimento del grande cedro). “No, una possibilità che al momento non è contemplata. Vogliamo a tutti i costi salvare una pianta che costituisce per la città un importante patrimonio storico”.

7 gennaio 2012
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7 commenti a “Dopo l’abete in Monte Grappa, ora è a rischio il piantone

  1. Daniele Zanzi il 8 gennaio 2012, ore 08:41

    Da anni mi prendo cura a titolo non oneroso per la comunita’ del piantone di Via Veratti, tanto caro ai varesini e al sottoscritto. Questo periodo dell’ anno e’ il peggiore per osservare lo stato di salute dei cedri: e’ infatti periodo di stress; la specie e’ fiorita da poco, non ha ancora emesso la nuova vegetazione e l’ assenza di piogge,che lavano la chioma dalle polveri, fa assumere agli aghi una colorazione anomala. Niente allarmismi fuori luogo. E ‘ del tutto normale che alberi secolari di quesa eta ‘ e dimensione abbiano qualche magagna. E ‘ impossibile non trovarne. In Natura non esiste la sterilita’. Alberi e cosidetti patogeni convivono per decenni. Negli anni scorsi ho esguito prove di stabilita’ del soggetto con trazioni controllate: orbene il piantone ha un indice di sicurezza del 1200% – ben 12 volte dunque superiore alla norma. Non diffondiamo allarmismi e paure; non vorrei come spesso accade in questo campo che la malattia renda l’ uomo professore. Certo faremo gli approfondimenti dovuti, ma tranquilli il cedro non e’ cosi conciato come qualcuno vorrebbe far apparire.

  2. dani il 8 gennaio 2012, ore 11:08

    Boo….io passo tutti i giorni sotto quel bellissimo albero, ma la chioma e’ verde e la pianta e’ in buona salute, non e’ che qualcuno pur di farsi pubblicita’ si inventa le cose ? ma……

  3. ciobar il 9 gennaio 2012, ore 17:19

    scusate, ma voi lo bevete un cappuccio in un bar se ci sono foglie e altre schifezze che vi cascan giù nella tazza?

  4. Giovanni il 12 gennaio 2012, ore 12:16

    Una risposta esaustiva e tranquillzzante quella di Daniele Zanzi. Grazie.

  5. Daniele Zanzi il 12 gennaio 2012, ore 13:16

    Veramente un commento insulso quello di ciobar. Se questa e’ la cultura ammbientale e l’ amore verso gli alberi ,autentico patrimonio della citta’, di qualche varesino allora veramente non c’ e’speranza. per fortuna la stragrande maggioranza dei varesini non la pensa cosi’ . Il piantone valorizza un intero quartiere e non solo la caffetteria di lusso appena aperta ai piedi del cedro.Solo persone bigotte e dedite al profitto piu’ esasperato possono vedere in questa magnifica e storica pianta una fonte di fastidio!

  6. BARTALI il 12 gennaio 2012, ore 20:13

    Il Bar Pirola, quando si trsferì in Corso Matteotti, smantello’ il vecchio Caffe’ Garibaldi, cambiandogli insegna e nome.
    Adesso si è trasferito sotto il cedro, dal quale cadono gli aghi…..
    Mi torna in mente una vecchia battuta di Andreotti.

  7. cittadinosuperpartes il 13 gennaio 2012, ore 15:35

    E’ il nuovo indirizzo politico della tutela ambientale Dott Zanzi, non si stupisca il binomio assessore e tecnico forestale protendono per le piante di plastica cosi non cadono ne sporcano, e non servono piu’ nemmeno le GEV

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