Gallarate

Casello Gallarate, da Galli no a balzello centralista

Una brutta sorpresa per automobilisti e pendolari, quella dell’aumento di 10 centesimi alla barriera autostradale di Gallarate. Un aumento che crea disagi e proteste. E tra chi protesta, alza la voce anche Dario Galli, presidente della Provincia di Varese. “Continuano a spremerci e ogni voltalo fanno deliberatamente nei periodi estivi o durante le feste natalizie, come se si volesse far passare sotto silenzio decisioni che continuano a penalizzare il nostro territorio. Davanti all’ennesimo ingiustificato e assurdo aumento del pedaggio alla barriera di Gallarate, non possiamo più tacere”-

Continua Galli: “Tanto più che l’ennesima incomprensibile regola per cui gli aumenti percentuali alle nostre barriere vengono arrotondate ai 10 centesimi superiore e senza recupero successivo. Per cui, al 4 percento, più o meno, del 2010 e al 4 percento di quest’anno, invece che l’8 per cento in due anni, ci ritroviamo con un incremento di 8 punti percentuali nel 2011 e con altri 8 quest’anno, che in tutto fanno un aumento del 16 per cento”.

“Dal 2007 a oggi, non è passato anno che non si sia registrato un incremento del pedaggio su una delle tratte più trafficate e meno moderne dell’intera rete autostradale – prosegue il presidente della Provincia -, fino ad arrivare a 1 euro e 40 centesimi. Tutto questo a fronte di situazioni in cui chi non ha mai pagato un centesimo continuerà a non pagare, come ad esempio da Catania a Siracusa o sulla Cesena–Perugia-Terni (E45). Per coloro che ancora riescono a entusiasmarsi per l’operato di questo Governo, sempre meno tecnico e più politico, il balzello al casello di Gallarate conferma il giro di vite centralista e antifederalista innescato con l’avvento di Monti. Una stretta che sta stritolando il Nord, ovvero quella parte del Paese che ha sempre trainato l’economia nazionale, pagato di tasca propria gli sperperi romani e di quegli enti che fanno dell’assistenzialismo l’unica loro ragione di vita, e che a fronte di tutto ciò si è sempre visto calpestato il diritto alla propria autonomia locale”.

Spiega Galli: “Non dobbiamo dimenticare infatti che con la Lega al governo è stato fatto un Decreto legge (31-05-2010 n°78), convertito con legge del 30 luglio 2010 (n° 122) in cui si tentava di eliminare la palese ingiustizia esistente tra opere di pertinenza di società in concessione e opere gestite direttamente da Anas. Disparità evidenziata dal fatto che il raccordo da Varese a Gallarate è sottopostoa pedaggio, mentre su lunghi tratti autostradali come la Catania Siracusao il Gra di Roma non si paga”.  “I Tar hanno da un lato congelato i pedaggi previsti, mantenendo di fatto gratuiti i tratti autostradali e raccordi di Anas e dall’altro hanno mantenuto il pedaggio a forfait sulla Milano Laghi, nonostante questo tratto abbia caratteristiche simili a quelli sopracitati e solo poiché previsto nell’atto di concessione. Una disparità di sentenza che harimarcato il diverso trattamento di cittadini appartenenti ad aree geografiche differenti, così che quelli del Nord continuano a pagare e sempre di più, mentre gli altri viaggiano gratis”.

Conclude il presidente leghista: “Detto ciò mi chiedo cosa stia facendo questo Governo, che fa dell’equità una bandiera, per sanare quella che agli occhi dei tanti automobilisti della nostra provincia appare come un ennesimo, fastidioso e sempre più oneroso balzello”.

4 gennaio 2012
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Un commento a “Casello Gallarate, da Galli no a balzello centralista

  1. ester il 4 gennaio 2012, ore 16:30

    “continuano a spremerci. ..palese ingiustizia. ..sperperi romani e di enti…”sembra che parli un cittadino qualunque e non il presidente di un ente pubblico considerato esso stesso inutile e fonte di sprechi e di privilegi.Un politico che è presidente della provincia proprio perché appartenente alla Lega che appunto fino a un mese era al governo. Governo in cui è stata x quasi 20 anni non combinando nulla e oltraggiando le istituzioni di cui faceva parte,ma nel frattempo, impadronendosi dei centri di potere locale.Queste proteste di Galli sono strumentali e sempre con un linguaggio e con quel ritornello di Roma ladrona,adesso Europa ladrona non consoni ad una persona che le istituzioni le rappresenta sul territorio.

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