Politica

Arriva la tassa Maroni sui permessi agli immigrati

E’ in arrivo una tassa varata dall’ex ministro leghista Maroni insieme all’ex ministro filo-leghista Tremonti. Si tratta di una tassa che ricadrà sugli immigrati, che dal 30 gennaio dovranno pagare un balzello sui permessi di soggiorno.

Una norma che faceva parte del famoso pacchetto sicurezza del 2009, diventata effettiva nell’ottobre 2001 in un decreto firmato Tremonti-Maroni. L’importo sarà pagato ogni volta che il documento viene rilasciato o rinnovato, una tassa che va dagli 80 euro per le richieste che vanno da tre mesi a un anno, ai 100 euro per i certificati tra uno e due anni, ai 200 euro oltre i due anni. Una tassa che si aggiunge agli attuali 27,50 euro e non riguarda i permessi dei minori, di chi viene in Italia per cure mediche e di chi chiede asilo, così come non si applica all’aggiornamento o alle proroghe per i permessi ancora validi.

Risorse fresche che – ironia della sorte – andranno a finanziare il “Fondo rimpatri”, cioè quelle risorse che sostengono gli immigrati che tornano nella terra natale (una minoranza ass0luta), gli sportelli unici, le iniziative per l’integrazione, le spese del governo per tutelare ordine pubblico e sicurezza.

 

2 gennaio 2012
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2 commenti a “Arriva la tassa Maroni sui permessi agli immigrati

  1. +maurizio il 3 gennaio 2012, ore 01:24

    E’ un balzello senza senso e sproporzionato. Il danno economico cagionato dall’immigrato sulle casse degli enti richiederebbe quantomeno cauzioni pari ad un’annualità media di lavoro, quindi 15.000 o 20.000 euro anzichè 200 ridicoli euro.

  2. franco giannantoni il 3 gennaio 2012, ore 09:21

    Caro Direttore, è una vergogna! Ma come si fa a rapinare denaro a dei poveri cristi! Il provvedimento, se mai entrasse in vigore, fa pensare a quello patito dagli ebrei italiani sopravvissuti alla Shoah che, recatisi dopo la Liberazione, nelle banche che avevano funto, secondo le leggi della Rsi, da tesorerie per la gestione dei beni loro confiscati, denaro, azioni, obbligazioni, (per la Lombardia ebbe questo triste privilegio la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde) al momento del ritiro si videro conteggiare gli interessi di mora a loro carico per l’amministrazione di quello che era stato loro tolto con la forza!. Mutano i tempi ma l’istinto dell’uomo troppo spesso è al di là di ogni immaginazione! Il sapore del provvedimento Maroni-Tremonti ha lo stesso acre sapore di quello applicato dai servi di Hitler. Cordialità, Franco Giannantoni

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