Politica

Fassino non rispetta il Patto. E Fontana gli dà ragione

Piero Fassino, sindaco torinese

“Che una grande città come Torino abbia deciso di non rispettare il Patto di stabilità, pur di poter pagare i fornitori e mantenere i servizi, è l’ennesima testimonianza di quanto questo stupido meccanismo abbia messo in ginocchio l’autonomia finanziaria locale. I Comuni di medie dimensioni sono già in affanno da tempo, chissà che ora che il problema si allarga anche alle metropoli questo non significhi che è arrivato finalmente il momento di fare qualcosa. Intanto la responsabilità del mancato rispetto del patto vada per intero agli amministratori e si tengano fuori da ogni conseguenza i dirigenti comunali. Solo così i sindaci potranno decidere in piena libertà come affrontare il bilancio”. Così Attilio Fontana, Presidente di ANCI Lombardia, commenta le dichiarazioni del Sindaco di Torino Piero Fassino a proposito del non rispetto del Patto.

“Da anni ormai i Comuni chiedono a gran voce che si riveda il patto di stabilità e lo si trasformi in un patto per lo sviluppo – continua Fontana -. Nelle casse dei Comuni Lombardi ci sono sei miliardi di residui passivi, ovvero di depositi che potrebbero essere spesi per far ripartire l’economia del territorio e come volano per la ripresa. Si tratta di fondi che i Comuni hanno accantonato in questi anni, ma che devono restare in cassa perché il resto della pubblica amministrazione non riesce a diminuire il suo deficit”.

Il Presidente di ANCI Lombardia non manca di rimarcare i problemi sollevati dall’introduzione dell’Imu sulla prima casa: “Secondo Ifel c’è una mancanza di gettito per i Comuni di tre miliardi su scala nazionale. In Lombardia nei giorni scorsi siamo stati contattati da molti Comuni che stanno facendo le loro proiezioni e segnalano che non solo l’Imu non coprirà il taglio dei trasferimenti, ma avrà per i Comuni un gettito inferiore rispetto all’attuale, con la beffa che i cittadini pagheranno di più, e i Comuni incasseranno di meno. I Comuni hanno già fatto abbondantemente la loro parte per il risanamento finanziario del paese: ora il Governo prenda una decisione di buon senso e, togliendoci tutti i trasferimenti, ci lasci per intero l’imposta municipale”.

30 dicembre 2011
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