Varese

Gli “scatti” di Meazza rilanciano i luoghi Unesco

Il fotografo varesino Carlo Meazza davanti alla basilica di San Vittore

E’ certamente uno dei fotografi più noti a Varese, Carlo Meazza, che al suo attivo ha mostre, volumi, la partecipazione a manifestazioni. Questa volta ci ha regalato un’opera ricca di immagini suggestive, ma soprattutto un’opera di grande utilità. L’opera giunta in libreria si intitola “Lombardia patrimonio dell’umanità. I luoghi dell’Unesco” (pubblicato Jaca Book). Utilissima perchè i luoghi che hanno ottenuto il riconoscimento Unesco sono spesso poco valorizzati, conosciuti da pochi, raramente si è approfondita la loro bellezza.

Il libro di Meazza colma un vuoto, risponde ad una necessità, ed è stato realizzato dal fotografo in un anno e qualche mese: più di 2000 scatti e 300 pubblicati nel volume. Introdotto da Robi Ronza, con testi di Cesare Chiericati e Luciano Di Pietro, il volume presenta i luoghi che in Lombardia hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento internazionale. Tra questi, ci sono i luoghi appartenenti alla provincia di Varese: una parte del Monte San Giorgio, l’Isolino Virginia sul Lago di Varese, Castelseprio e Torba, il Sacro Monte di Varese. “Non sono luoghi solo per addetti ai lavori – sottolinea l’autore -, ma vivono del rapporto con chi ci abita, sono vissuti dalla gente”. Obiettivo del volume, come chiarisce ancora Carlo Meazza, quello di “raccontare attraverso la fotografia, con la fotografia, al grandiosa bellezza dei luoghi Unesco che si trovano in Lombardia”. Oltre ai luoghi varesini, il volume di Meazza ci parla anche delle incisioni in Valle Camonica, Santa Maria delle Grazie a Milano, Mantova e Sabbioneta, Crespi d’Adda, la ferrovia retica del Bernina.

Tante immagini affascinanti ci raccontano luoghi d’arte, di fede, di cultura, che sono diventati proprietà dell’intera umanità, ma che restano responsabilità delle istituzioni dei territori in cui sono collocati per quanto riguarda la loro tutela e la loro valorizzazione. Un compito al quale spesso le istituzioni si rivelano inadeguate. Il volume di Meazza richiama tutti a riflettere sulla bellezza misteriosa di Castelseprio e Torba. A ripensare al contesto ambientale dell’Isolino Virginia. A rileggere il sorprendente mix di cultura controriformista e bellezza assoluta che caratterizza il Sacro Monte di Varese, frequentato da pellegrini e turisti. Ad ammirare gli scenari preistorici del Monte San Giorgio. E questo solo per restare nella provincia di Varese.

Infine c’è il “cielo di Lombardia”. Non può sfuggire neppure al lettore più distratto. Confessa Meazza: “Devo ammetterlo, l’ho cercato. E sono riuscito a coglierlo nelle immagini relative al Monte San Giorgio e al Sacro Monte di Varese”. Un dettaglio manzoniano, un elemento che, ancora una volta, coglie la forte naturalità dei paesaggi targati Unesco. E che costituisce uno dei motivi che rendono i luoghi immortalati da Meazza assolutamente unici e insostituibili.

29 dicembre 2011
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