Cultura

L’arte è un videogame. Gli artisti Neoludica lo dimostrano

Particolare dell'originale copertina del catalogo

Appare poco nel panorama culturale italiano un “rapporto qualificato e verbalizzato” tra le arti figurative e la piattaforma multimediale dei videogame. Il dibattito è aperto sulla loro essenza artistica, ma intanto Musea_Game Art Gallery sta cercando di creare una connessione coraggiosa e identificare scientificamente i processi e i risultati definibili arte. Per questo è nata Neoludica, che dopo l’esposizione alla Biennale di Venezia dal 4 giugno fino al 27 novembre 2011 presso il Centro Culturale Candiani, resta agli annali con un catalogo Skira.

Neoludica promuove, diffonde e persegue l’opera scientifica intrapresa dall’istituzione italiana Game Art Gallery (e dagli altri partner co-promotori) che dal 2008 svolge un apprezzato lavoro di ricerca scientifica, produzione e contatto tra il mondo dei cultori e creatori delle GAME ART in rapporto alle arti figurative, organizzando convegni e conferenze in ambito accademico e artistico.

Il catalogo della mostra è stato realizzato da artisti e autori, che ne hanno offerto un’anticipazione il 24 settembre presso la Sala Dei Laneri a Venezia con una visita speciale della mostra, dedicata all’esercito di creativi ed informatici, reclutati per realizzare i giochi, dietro cui si muove una vera corrente filosofica. Il catalogo che Skira ne ha realizzato, con il contributo di tutto il collettivi di artisti Neoludica, si presenta proprio puntualizzando “Neologismo italiano neutro plurale”, come vuole il ludus (oggi usato in poesia)!

E dopo la scoperta della Neoludica Philosophy (per mano e pensiero di Luca Traini e Debora Ferrari) prosegue con un indice che si sfoglia proprio come se fossimo davanti ad un video a giocare: PLAY – REW – REC – FORW – EXTRA CONTENT – BONUS – PAUSE consentono di esplorare “art is game” dal 1966 al 2011. Non solo videogiochi, dunque, ma anche anacronosmi contemporanei, interazioni, emotività, comunicazione, contenitori (espositivi e letterari), archetipi e paesaggi, nonché cinema.

E’ infatti proprio durante l’ultimo festival cinematografico di Venezia è stato aperto un canale preferenziale per esplodere il concetto dell’arte del videogioco anche come effetto speciale al servizio della settima arte. Sono molti, tra l’altro, i giovani varesini che negli ultimi quindici anni sono stati assoldati dall’industria dell’immagine in movimento (uno su tutti il grande Alessandro Tibiletti!).

Ci apprestiamo a sviscerare con i guru del game il neoludico, che è in noi, alla Triennale di Milano nell’anno che si appresta. In attesa di incontrarli a Varese.

Ombretta Diaferia

26 dicembre 2011
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