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Scompare Bocca, il giornalista che scoprì la Lega

Giorgio Bocca

Un grande personaggio del giornalismo italiano è scomparso: Giorgio Bocca. Partigiano, giornalista, scrittore, Bocca è morto oggi pomeriggio nella sua casa di Milano, dopo una breve malattia. Lo ha reso noto la casa editrice Feltrinelli. Il giornalista aveva 91 anni, nato a Cuneo il 28 agosto del 1920. Antifascista con i gruppi di Giustizia e libertà in Valle d’Aosta e in Piemonte, dopo la guerra divenne giornalista per professione. Un mestiere che Bocca ha sempre svolto con grande rigore e profonda passione civile.

Nato a Cuneo il 28 agosto del 1920, Bocca iniziò a scrivere su periodici locali e poi sul settimanale cuneese La Provincia Grande. Durante la guerra si arruolò come allievo ufficiale alpino e dopo l’8 settembre fu tra i fondatori delle formazioni di Giustizia e Libertà. Nel dopoguerra intraprese l’attività giornalistica come professione, e scrisse sulle colonne del giornale di Giustizia e libertà, poi per la Gazzetta del Popolo, l’Europeo e il Giorno.

Nel periodo trascorso al quotidiano milanese il Giorno curò grandi inchieste, sull’Italia del boom, i problemi del Mezzogiorno e lew ombre che gravavano sull’industrializzazione del Paese. Nel 1976 fu con Eugenio Scalfari a fondare il quotidiano la Repubblica, con cui ha sempre continuato a collaborare. Gli ultimi suoi articoli sono usciti regolarmente sul settimanale l’Espresso. Al suo attivo anche numerosi libri sui temi più svariati.

Fu tra i primi giornalisti ad accorgersi e a raccontare, al suo nascere, il  fenomeno della Lega nord e sottolineò e analizzò, sempre tra i primi, il sorgere di un movimento di opinione sensibile alle istanze federaliste e settentrionali in generale. Ora c’è grande attesa per il libro che uscirà l’11 gennaio per Feltrinelli, “Grazie no. 7 idee che non dobbiamo più accettare”.

25 dicembre 2011
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