Cultura

Piccoli editori crescono, la lettera di una varesina

La kermesse romana dedicata ai piccoli editori

Abbiamo ricevuto in redazione una lettera scritta da Ombretta Diaferia, che da anni porta avanti il progetto culturale abrigliasciolta, relativa al mondo dell’editoria e al futuro del libro. La pubblichiamo volentieri perchè offre interessanti spunti di riflessione.

Caro Direttore,
l’Eur non è tra i miei luoghi del cuore. Ma è anche vero che non puoi raggiungere il Palazzo dei congressi con il capo chino. E quello è il luogo scelto dall’AIE (Associazione Italiana Editori) per celebrare l’incontro di piccoli e medi editori nell’area sud dell’Italia.
Entrare nel tunnel dei libri a Roma è facile: dal metrò sino ai corridoi del Palazzo dei Congressi, “Più libri, più liberi” è la tentazione che tu, lettore, rappresenti per il serpentone di affissioni, per ogni piccolo e medio editore: lettori alti, colti, che cercano di capire come ci si muove culturalmente nell’editoria e quali segnali si lanciano.
Sto cominciando a praticare l’arte. Forse per questo ritengo che il piccolo editore sia molto “utile” al grande. Un po’ come l’arte per la comunicazione (ricordando quanti artisti lavorano in comunicazione!): l’una sperimenta, l’altra la cita, amplifica, trasforma idee in moneta sonante. Poi in collaborazione producono grandi campagne di comunicazione. Di un prodotto inesistente però. Per cui non si sente “necessità ed urgenza” di sventolare “Editori a tavoletta” e, quindi, confondere mezzo e messaggio, trasformando il contenitore in contenuto.
Oppure accade come a Più libri Più liberi: l’autorevolezza AIE riunisce i piccoli e medi, che rappresentano il 22.5% per titoli in catalogo sul totale dei titoli in commercio. Ben 411 su 2.797 che pubblicano fino a 50 titoli erano presenti lo scorso dicembre 2011, tanti di quei laboriosissimi artigiani che nel 2010 han dato alle stampe 155.367 nuovi titoli contribuendo alla crescita dei piccoli (+2,0% editori con 5-10 titoli all’anno), mentre decrescevano violentemente i medi (-6,7% editori con 11-50 titoli).
In effetti, il sogno si è realizzato: siamo in tanti in Italia a tentare ed a lasciarci tentare e i dati Istat confermano il trend di crescita per i lettori di libri (46,9% nel 2010 contro il 45,1% del 2009). Andamento positivo, quindi, anche se lento per le logiche del mercato.
La buona nuova dello scorso anno riguardava i lettori forti (più di un libro al mese): degli oltre 26,4 milioni di lettori erano circa 4 milioni nel 2010 (15,1% del totale e 7,1% della popolazione “leggente”), mentre i medi (tra i 4 e gli 11 libri l’anno) erano oltre 10,7 milioni (il 40,5% dei lettori  e il 19% della popolazione oltre i 6 anni), ma i deboli (1 libro ogni quattro mesi) restano la maggioranza con i loro 11,7 milioni (44,3% dei lettori e 20,7% della popolazione oltre i 6 anni).
Una crescita che ha le sue radici anche nella sempre maggior presenza di libri in 22 milioni di famiglie italiane. Non sicuramente per l’uso di reader: gli editori di ebook in Italia sono 342 su un totale di 7393 gli editori di libri gutemberghiani (alias lo 0.1% del mercato).
Ma a cosa serve profilare e tentare il lettore, se ci si dimentica del libro? E proprio ciò che ho visto accadere negli ultimi dieci anni in Italia: rincorrere il lettore e le sue preferenze, dimenticando cosa voglia dire “fare un libro”. E citando il titolo di Oliviero Ponte di Pino, la mente corre ancora a quel bel conciso suo pensiero “scrivere è un’attività solitaria, pubblicare è un’attività collettiva!”
Ma in questo dicembre 2012, che ci riserva profezie di rinnovamento, la prima si realizza al Palazzo dei congressi all’Eur: un’invasione di teste pensanti che si fan spazio educatamente tra il prossimo altrettanto gaudente della rivoluzione dei “piccoli editori crescono”. Complice l’AIE che promuove i medi nella fascia medio-grande e lascia invadere l’EUR da quei dissennati romantici, resistenti e responsabili che per tutto il 2012 han lavorato al massimo a 10 titoli. Ma da artigiani, preparando l’accogliente culla alle creaturine che gli autori gli affidano.
Mi è sempre piaciuto proiettarmi nei giorni conclusivi del calendario in un punto del futuro per cui mi alleno ad assaporarne il traguardo. Valutando questo 2011, mi vedo al Palazzo dei Congressi dell’Eur. Nel dicembre 2012.
Cordiali saluti
Ombretta Diaferia

24 dicembre 2011
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