Varese

Il regista Chiodi: devo ringraziare mia moglie Angela

Il regista varesino Andrea Chiodi

E’ molto soddisfatto il regista Andrea Chiodi, appena concluso lo spettacolo del Presepe Vivente edizione 2011. “Una degna conclusione della rassegna ‘Tra Sacro e Sacro Monte’ iniziata a luglio al Sacro Monte di Varese e promossa dalla Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte, un cartellone che è andato davvero bene”.

Quali le principali difficoltà del Presepe Vivente di quest’anno?

“Certamente il fatto di impegnare nella messa in scena tantissimi ragazzi, quasi 450, che non avevano alcuna esperienza teatrale precedente. Un lavoro lungo e paziente, fatto di tante prove realizzate negli oratori di Gavirate e di San Vittore a Varese. Il risultato mi è sembrato davvero eccellente: è difficile recitare davanti ad un pubblico così ampio, eppure i ragazzi sono stati bravissimi”.

Un Presepe Vivente davvero speciale: con la stella cometa che è arrivata sulla facciata della basilica, con i Re Magi a cavallo.

“Sì, davvero un’edizione speciale. A dire la verità, abbiamo optato sui cavalli, e non sui cammelli, perchè ci hanno chiesto migliaia di euro per prenderli a noleggio, così come c’era l’idea di avere un elefante, ma anche questo era troppo costoso. Abbiamo allora puntato sui cavalli, e per questi dobbiamo ringraziare Chicco Colombo, che ci ha messo a disposizione i bellissimi cavalli del suo allevamento, oltre a recitare la parte di un re mago”.

Lo spettacolo era frutto di un lavoro su un testo oppure lo avete costruito liberamente?

“No, abbiamo basato lo spettacolo su un testo che ha scritto mia moglie Angela Demattè. Dato che avevo in casa (e ride) una drammaturga, vicitrice del Premio Riccione, autrice di testi impegnati come quello su Mara Cagol, le ho detto: prova a tirare fuori un testo sacro. Un genere che Angela ha affrontato per la seconda volta, dopo il testo “Stragiudamento”, rappresentato al Sacro Monte di Varese a fine luglio. E devo dire che, come sempre, se l’è cavata benissimo, la devo ringraziare davvero”.

Da cosa nasce il fascino del Presepe Vivente?

“Dal fatto che è il risultato di tanti volontari che si impegnano a realizzare le scene, allestire il palco, curare le luci e l’amplificazione. Tante persone che, come il giornalista della Prealpina Gianfranco Giuliani, lavorano con grande passione e con lo spirito giusto, per dare vita ad un grande momento di teatro sacro e popolare. Davvero una bella esperienza, che da 11 anni sto portando avanti e che mi coinvolge ogni anno di più”.

 

 

23 dicembre 2011
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