Varese

Lavoro, muro anti-crisi al presidio di Cgil Cisl Uil

Si costruisce il muro in piazza Repubblica

Sono giunte da tutta la Lombardia, questa mattina, in piazza Repubblica a Varese, le delegazioni di Cgil, Cisl e Uil, delle categorie, dei lavoratori occupati in aziende in crisi. Un presidio unitario per esprimere la preoccupazione per una crisi che continua a falciare posti di lavoro e per una manovra del governo Monti che si abbatte sul lavoro dipendente e sui pensionati.

Sul palco protagonisti assoluti sono stati i lavoratori che hanno perduto o stanno perdendo il loro posto di lavoro. La lista, curata dal sindacato confederale lombardo, delle province e delle aziende in crisi, sembra un bollettino di guerra. Per quanto riguarda Varese, con 387 mila addetti, tra dipendenti e autonomi (282.518 nel privato), sono state oltre 28 milioni le ore di cassa integrazione a novembre 2011, circa 13 milioni di ordinaria, 10 di straordinaria e 4 in deroga. I nomi delle crisi più eclatanti sono noti: Whirlpool di Biandronno, la Sanofi Aventis di Origgio,  l’Ims di Caronno Pertusella, l’Inda di Caravate, l’Alenia-Aermacchi.

Mentre si svolge il presidio, alcuni lavoratori edili con mattoni e calce costruiscono un muro, simbolo della possibilità di fare muro alla crisi con il lavoro. Un elemento simbolico che richiama l’attenzione generale e ritorna nelle parole dei tanti lavoratori, rappresentanti di Rsu, sindacalisti che riempiono la piazza varesina. A rappresentare le confederazioni sindacali regionali, ci sono i tre segretari generali: Nino Baseotto per la Cgil, Gigi Petteni per la Cisl, Walter Galbusera per la Uil. ma i protagonisti sono i lavoratori e i delegati sindacali delle aziende in crisi, che salgono sul palco e prendono la parola.

Tanti gli interventi dei lavoratori. A partire da Tiziano Franceschetti della Whirlpool: “dal 2005 siamo in una crisi profonda, con esuberi che vengono dichiarati nel 2005, nel 2008 e gli ultimi, di queste settimane, 5000 nel mondo e mille in Italia”. Una difficoltà che si è aggravata con la manovra del governo. E contro questa “manovra iniqua e ingiusta” parla un altro delegato della Whirlpool, Matteo Berardi, che critica una manovra “in cui non si parla di investimenti e di crescita, ma solo di tagli”. Duro, a questo proposito, Ivano Ceriani, delegato dell’Ims, che dice: “Questo governo non  si schiera con i lavoratori, che hanno bisogno di risposte di sinistra”.

Ma nel mirino di sindacati e lavoratori non c’è solo il governo dei tecnici. Ci sono anche aziende che non si attivano adeguatamente contro la crisi, come spiega Angelo L’Altrella della Rsi Italia di Costa Masnaga. Racconta che c’è una proposta di Trenord, ma l’azienda non decide, fa passare tempo, tergiversa. “E’ immorale – dice il lavoratore dal palco – lasciare i lavoratori a casa. E se non ci si decide, Trenord ritirerà la richiesta. Un vero peccato”.

22 dicembre 2011
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