Varese

Unificazione stazioni, un progetto da 43 milioni di euro

Il tavolo sull'unificazione delle stazioni di Varese

Presentato il secondo masterplan per l’unificazione delle stazioni di Varese. Dopo il primo progetto del 2008, cancellato perchè eccessivamente ambizioso e troppo costoso, oggi presso la sede varesina della Regione Lombardia è stato illustrato un masterplan riveduto e corretto.

Un’immagine quasi plastica si è presentata ai giornalisti: a spiegare strategie, metrature, obiettivi del nuovo progetto, da una parte due esponenti pidiellini, l’assessore regionale, Raffaele Cattaneo, e l’assessore provinciale, Piero Galparoli, dall’altra i leghisti Attilio Fontana, sindaco di Varese, e l’assessore all’Urbanistica del Comune, Fabio Binelli. Tutti uniti, dunque, per uno dei progetti più ampi (e costosi) degli ultimi decenni.

Il Collegio di Vigilanza si riunisce prima dell’annuncio ai media. Oltre ai politici, ci sono i tecnici, vertici e rappresentanti delle Ferrovie Nord e delle Ferrovie dello Stato che, oltre al Comune, sono i proprietari delle aree interessate al mega-progetto. Aree pubbliche che saranno interessate ad una mega-operazione edilizia realizzata e pagata, però, attraverso un project financing, da operatori privati, che così potranno costruire 65 mila metri quadrati di edifici (che accoglieranno per la maggior parte negozi, uffici, centri commerciali, terziario avanzato) in un’area che comprende le due stazioni e piazzale Kennedy. Valore totale del progetto unificazione stazioni, una cifra da capogiro: 43 milioni di euro.

L’assessore Cattaneo introduce la presentazione dichiarando di volere ”dare vita ad un grande polo della mobilità, che farà di Varese una stazione internazionale e non più una stazione finale”. Mentre il sindaco di Varese, Fontana, accenna al fatto che questo masterplan “è più accettabile quanto all’invadenza urbanistica”. Poi aggiunge: “Un ottimo lavoro, che ha recepito alcune osservazioni che arrivano dalla città”. Ma di ciosa si sta parlando? Di un progetto che partirà ora, vedrà nel 2013 la gara d’appalto e nel 2018, se tutto va bene, avremo la conclusione dei lavori. Certamente un progetto più “light” di quello precedente, che prevedeva davvero una sola stazione, mentre questa “cuce”, con il cemento, le due diverse stazioni. Meno “light”, ma neppure tanto.

Cosa sorgerà nell’area tra le sue stazioni? Come si pensa di “riqualificare” quell’area cittadina che va da Giubiano a Biumo Inferiore? Una piastra di collegamento su piazzale Kennedy, alta 7 metri da terra, che consentirà di raggiungere le Nord, lo Stato e il terminal degli autobus. Ma questo è l’intervento più soft. Decisamente di peso molto maggiore il mega-edificio che sorgerà sulle aree targate Ferrovie Nord, un altro edificio finalizzato ai “servizi al viaggiatore” collocato sull’area delle Ferrovie dello Stato e, infine, a chiudere il progetto, un altro edificio “multifunzionale” che sorgerà tra le due stazioni.

Un mega-progetto che, se realizzato, comporterà ricadute non indifferenti su un’area molto vasta della città, a ridosso del centro storico, snodo fondamentale del traffico. Basterebbe pensare ai problemi del cantiere di Viale Milano e moltiplicarli. Non è poi chiaro, dato che nessuno ha sollevato il problema, quali siano i rapporti tra questo progetto e il famoso Pgt, quel documento, di cui per ora si è parlato davvero poco, che stabilirà le prospettive di sviluppo della città in futuro. Se non si è parlato di Pgt, si è però riparlato, è vero, del nuovo teatro di piazza Repubblica.  Dicendo che questo progetto è “un valido attestamento per la promenade nuovo teatro Repubblica-Stazione”.

 

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15 dicembre 2011
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