Varese

Varesini anti-casta nella ricerca dell’Insubria

Presentata oggi all’Università degli Studi dell’Insubria, in Via Monte Generoso, la ricerca condotta da 30 studenti del corso di laurea di Scienze della Comunicazione dell’ateneo varesino. Un gruppo di studenti del corso di Giornalismo e Comunicazione Politica ha svolto un’indagine socio-politica nella città di Varese attraverso un questionario che ha approfondito il rapporto tra i cittadini e le istituzioni.

Sono state interpellate 327 persone d’età fra i 20 e i 75 anni coinvolgendo le varie categorie sociali: studenti, impiegati, disoccupati, pensionati, artigiani, liberi professionisti, imprenditori, casalinghe, operai e commercianti. Dall’indagine è emerso che nell’attuale fase di crisi economica la politica ha perso non soltanto la sua capacità d’intervento, ma anche senso morale e credibilità.

I cittadini mal sopportano la pesantezza delle tasse (83%) senza ricevere in cambio servizi adeguati, propongono tagli ai costi della politica (89%) e due legislature come tetto massimo di un impiegato nei rami del parlamento (77%). Si registra anche un pesante scetticismo fra la gente: l’80% degli interpellati pensa che nel breve periodo non ci sarà alcuna ripresa economica.

Altra sonora sconfitta della politica e della società si riscontra nel pronunciamento circa le prospettive per i giovani: settantaquattro cittadini su cento pensano che politica e società non siano in grado di proporre soluzioni e proposte positive per le nuove generazioni. Inoltre sarebbero d’accordo nel consigliare a figli e amici di andare a lavorare all’estero nell’82% dei casi.

Malgrado questo diffuso scetticismo sembra però venir fuori l’anima positiva e costruttiva dei cittadini. Nel momento in cui gli si chieda se sono disponibili, in seguito alle restrizioni economiche, a cambiare stile di vita, il 58% dichiara di averlo già fatto e sarebbe anche disponibile a ridurre e selezionare i consumi nell’85% dei casi.

La condizione giovanile è ciò che preoccupa maggiormente la popolazione: Franz Foti, docente dell’Insubria, propone che tutti i progetti varati dalla pubblica amministrazione, che presentino risvolti sociali ed economici, debbano essere sottoposti a impatto generazionale. Vale a dire che se non contengono misure tendenti a favorire i giovani dovranno essere rivisti e riprogettati pena il loro accantonamento. La presentazione dei risultati è stata condotta da Daniele De Bernardi, Emmanuel Conza e Massimiliano Coletto.

 

13 dicembre 2011
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