Politica

Mario Monti da Vespa al teatrino di “Porta a Porta”

 

Il premier Mario Monti

C’è stata una mobilitazione anche in Rete contro la partecipazione del premier Mario Monti alla trasmissione di Bruno Vespa, “Porta a Porta”. Ma non c’è stato nulla da fare. Alle ore 21 è andata in onda l’intervista di Vespa a Monti, con le solite domande deferenti del giornalista al potente di turno. Un’anteprima di mezz’ora in prima serata, con lancio del successivo approfindimento con la partecipazione del ministro allo Sviluppo e alle Infrastrutture, Corrado Passera, e del viceministro all’Economia, Vittorio Grilli.

Monti ha ribadito a Vespa di essere a “Porta a Porta” “non per farle piacere, ma per il dovere di una spiegazione. Le dimostrazioni di insofferenza sono giustificate ma spero che con l’aiuto di tutti si capirà”.

Ha detto Monti: “ho chiesto agli italiani molti sacrifici, ma l’alternativa era che lo Stato non potesse più pagare gli stipendi e le pensioni”. Ha proseguito il premier: “Guardando l’andamento degli  spread, inseguivamo la Grecia a tre mesi di distanza”.

Sulle pensioni, come sull’Ici, il margine di flessibilità per emendare il testo. “Il Parlamento è sovrano, il tempo è poco, il margine di flessibilità è pochissimo”. Monti ha detto di capire “il disorientamento dei pensionati, ma la spesa italiana è squilibrata sulle pensioni e equità è anche quella verso generazioni future”. “La finalità è approvare la manovra in tempi
brevi e senza modificarla molto”.

Il mercato del lavoro sarà il prossimo capitolo, un fronte su cui “la concertazione sarà essenziale”. Monti ha spiegato l’intenzione di tassare la ricchezza e non la produzione. “Se le tasse si aumentano su chi produce, sia il lavoro sia l’impresa, si scoraggia la produzione e si rende poco competitivo il prodotto italiano: perchè non gravare un pò di più con le tasse sulla ricchezza che esiste a seguito della produzione passata? In tutto il mondo avviene così”.

 

6 dicembre 2011
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