Varese

Varese Green City, poco più di una scatola vuota

Presentazione dell'iniziativa in Comune

Lo ammette anche l’assessore comunale alla Promozione del territorio, il leghista Sergio Ghiringhelli: “un contenitore” in cui collocare iniziative, proposte, idee. E’ la sintesi più appropriata di Varese Green City, modo elegante e un po’ più sofisticato per esprimere il vecchio concetto di Varese Città Giardino, un progetto proposto da Nicoletta Romano. Un logo, uno slogan che, però, continua Ghiringhelli “è molto ambizioso: vuole accompagnare Varese fino all’appuntamento con Expo 2015″.

Se si guarda l’iniziativa in prospettiva, la faccenda si fa più intrigante. Per l’assessore attuale, che accanto a sè invita l’ex assessore alla Promozione del territorio, Enrico Angelini, primo ideatore dell’iniziativa, Varese Green City è anche un “tavolo modulare”, un luogo, in altre parole, in cui dicono la loro le forze più vive della città: mondo economico, associazioni di categoria, Camera di commercio, istituti di credito e aziende. Come ribadisce Angelini, che ora è assessore ai Servizi sociali, “ad Expo ci stiamo avvicinando a grandi passi, e Varese vuole farlo non in maniera astratta, ma dando vita ad esperienze concrete e praticabili”.

Tuttavia, per il momento il progetto è ancora un progetto, il contenitore è pressoché vuoto. Sia sul fronte degli sponsor dell’iniziativa (ci sono per ora solo Aspem, Fondazione Comunitaria del Varesotto, UBI), sia su quello dei contenuti: dal 4 al 18 dicembre c’è un cartellone che propone il giardino d’inverno in piazza Monte Grappa, ma soprattutto percorsi guidati, seminari e laboratori, cose che si sono sempre fatte, ma che vengono presentate con un nuovo titolo.

Da segnalare la vendita di ciclamini in Piazza Podestà giovedì 8 dicembre dalle ore 10, con il ricavato che viene destinato alla Mensa dei poveri delle suore di via Luini.

 

1 dicembre 2011
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3 commenti a “Varese Green City, poco più di una scatola vuota

  1. bruno belli il 1 dicembre 2011, ore 16:20

    Il primo progetto concreto che potrebbero fare, per tutta la comunità varesina, è intitolarlo con i termini corrispondenti italiani: VARESE CITTA’ GIARDINO.

    La moda dell’uso dell’Inglese è nata circa trent’anni fa per cercare di porre in risonanza tutto quanto sarebbe voluto essere innovativo – per chi desiderava solo apparire, ed era, invece, relativo a quanto già esistente – in ITALIANO!!!

    Bruno Belli.

  2. Daniele Zanzi il 1 dicembre 2011, ore 18:38

    Invito alla lettura di un mio articolo – Profumi e Fumi del Natale – a commento dell’evento ,pubblicato questa settimana su radio missione francescana on line -www.rmfonline.it-
    Di iniziative demagogiche e senza capo nè coda, Varese ne è piena.
    Sembra proprio un inutile scatolone vuoto, dove forzatamente si cerca di farci entrare di tutto e di più. Un bel fritto misto! non c’è che dire!
    Varese città giardino si salva anzittutto non permettendo di costruire autosili nei parchi storici – vedi Villa Augusta. Gli stessi politici votano a favore di simili progetti e poi si lavano la coscenza con gitarelle nei parchi storici. Cosa poi c’entri EXPO 2015 lo si deve spiegare! Sembra essere diventata la panacea a tutti i mali! Ma chi si vuole prendere in giro!

  3. El Grinta il 2 dicembre 2011, ore 11:30

    2015
    Una data che riecheggia ad ogni iniziativa, quassi fosse stata citata da Nostradamus.

    Invece i “EuroProfeti” dell’oggi annunciano che nel 2015, ma forse anche prima, ci troveremo a affrontare problemi molto più concreti che qualche gita in villa.

    Forse sarebbe il caso che la politica, ma una parola ripetuta all’infinto perde di senso, desse dimostrazione del suo impegno nel garantire alla cittadinanza un futuro dignitoso, anche in un contesto economico nazionale catastrofico.

    Ma siamo in Italia: basta che c’è O Sole, basta che c’è O mare e O green, scurdammoce o ppassato simme e’ Varese paisà!

    Saluti e più Green per tutti!

    El Grinta

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