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Terremoto al Pirellone, Nicoli Cristiani finisce in manette

Il vicepresidente Nicoli Cristiani

Terremoto al Pirellone, con l’arresto questa mattina del vicepresidente del Consiglio della Regione Lombardia, Franco Nicoli Cristiani, esponente Pdl. Manette scattate con l’intervento dei Carabinieri di Brescia, nella casa dell’esponente politico a Mompiano, dove sarebbero state trovati 100 mila euro in banconote da 500.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è nata nell’ambito di un’inchiesta su una presunta tangente da 100 mila euro, che doveva ”ammorbidire” i controlli. Le indagini riguardano alcuni cantieri della Bre-be-mi, la nuova autostrada che collega le province di Bergamo, Brescia, Milano. Le ordinanze riguardano anche altre nove persone, tra cui un altro imprenditore bresciano.

L’accusa che grava su Nicoli è di corruzione e traffico illecito di rifiuti. È finito in manette anche il coordinatore degli staff dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambiente) Giuseppe Rotondaro. Tra gli strumenti principali che hanno consentito di giungere a questi risultati, le intercettazioni telefoniche.

Sono stati inoltre sequestrati la cava di Cappella Cantone, provincia di Cremona, destinata a una discarica di amianto, e l’impianto di trattamento dei rifiuti di Calcinate (Bergamo), oltre a due cantieri della nuova autostrada a Cassano d’Adda e Fara Olivana Con Sola.

 

30 novembre 2011
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Un commento a “Terremoto al Pirellone, Nicoli Cristiani finisce in manette

  1. El Grinta il 30 novembre 2011, ore 17:31

    Ecco perche putroppo il sig. Monti, pro tempore Reggente della Presidenza del Consiglio, non può proprio chiedere alcun sacrificio agli italiani.
    Semmai dovrebbe chiederlo alla politica, semlplicemente ricordando uno dei più elementari comandamenti cristiani: NON RUBARE.
    Ma è sicuramente più facile mettere le mani addosso ai lavoratori, ai pensionati, e agli onesti.
    Ci attendono davvero tempi buii.

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