Varese

“Summa” sull’arte nel Varesotto targata Insubria

Da sinistra, monsignor Donnini, Gaspari e Spiriti

E’ stato Andrea Spiriti, professore di Storia dell’arte presso l’Università dell’Insubria, a tirare le somme dei due volumi “Storia dell’Arte a Varese e nel suo territorio”, oltre mille pagine che arricchiscono quella “Storia di Varese”, a cura dell’International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities, di cui non si sentiva parlare da qualche anno. “Si tratta di due volumi che contengono diversi interventi di autori prestigiosi che, su una base rigorosamente documentata, presentano punti di vista diversi. Non sono stati resi omogenei”. Una diversificazione che ha consentito a questi due volumi di offrire un’ampia fotografia dell’arte sul nostro territorio, dall’Alto Medioevo di Castelseprio all’archeologia industriale del ’900.

L’incontro che si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri a Villa Toeplitz, ha lanciato questa “summa” dell’arte nel Varesotto, un’opera enciclopedica coordinata per anni dalla professoressa Maria Luisa Gatti Perer, docente all’Univesrità Cattolica di Milano. Prima ha portato i saluti il rettore, professor Renzo Dionigi, e poi ha preso la parola il professor Gianmarco Gaspari, professore di Letteratura italiana al Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Insubria, che ieri si è presentato nelle vesti di nuovo direttore del Centro di Storie Locali.

Ma il principale intervento è stato tenuto dal professor Lauro Magnani, professore di Storia dell’Arte presso l’Università di Genova. Un intervento che ha ripercorso l’ampia mappa dei due volumi, dei vari interventi e degli artisti presi in considerazione, sottolineando alcuni temi forti: il nostro territorio come punto di passaggio e di intreccio tra apporti diversi; il costante rapporto tra i beni collocati nella loro epoca storica e la storia successiva di quegli stessi beni, relativa al presente, alla loro tutela e al loro restauro; la poliedricità dei temi attraverso i quali rivisitare la storia dell’arte, dalla pittura e scultura, all’architettura, religiosa e laica, fino all’oreficeria.

Tra i contenuti della presentazione, anche il riferimento all’archivio del fotografo varesino Vivi Papi, donato all’Insubria nel 2007, ha costituito una delle fonti iconografiche dei due volumi. Sul fotografo è stato annunciato a breve un documentario biografico.

26 novembre 2011
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