Varese

Il nuovo teatro a Varese non si farà. Il Pd spiega perchè

La conferenza stampa di questa mattina

E’ stato il cavallo di battaglia delle ultime elezioni per il sindaco Fontana e la sua giunta. Richiamato e rilanciato ad ogni occasione, ad ogni incontro, non ad ogni comizio solo perchè i comizi non esistono più. Ma da qualche mese, il cavallo di battaglia è completamente sparito, forse relegato in qualche angolo buio di una scuderia: parliamo del nuovo teatro che avrebbe dovuto essere realizzato dove oggi, cadente e degradata, la vecchia Caserma Garibaldi fa mostra di sè.

Che è accaduto? Perchè il teatro pare non essere più sul podio della giunta? Lo ha spiegato questa mattina il Pd, in una conferenza stampa promossa dal Pd cittadino e dal gruppo consigliare di Varese, segretario Roberto Molinari e capogruppo Fabrizio Mirabelli in testa. Il grande progetto presentato in pubblico e proposto da una società privata, la Finprogest05 Srl di Torino, nella veste di soggetto proponente uno studio di fattibilità, redatto dallo Studio Castiglioni & Nardi A.A. di Varese, ha sulla sua strada un masso che non lo fa andare avanti: il fatto che il Comune di Varese non ha ancora varato il suo Pgt. Solo quest’ultimo avrebbe consentito di realizzare quelle varianti urbanistiche indispensabili per costruire il teatro di piazza Repubblica grazie ad un accordo con investitori privati che avrebbero finanziato l’intervento e avrebbero incassato le nuove edificazioni. Il tutto attraverso la modalità del project financing.

Ma come chiarisce il segretario del Pd varesino, Molinari, la vigente normativa regionale non consente più di varare le necessarie varianti urbanistiche. “In assenza del Pgt – dice Molinari -, è impossibile approvare oltre il termine, ampiamente scaduto, del 30 marzo 2010, varianti. Tranne nel caso si tratti di “opere di interesse pubblico”, come ospedali e scuole”. Anche il teatro potrebbe rientrare, ma certamente non le nuove edificazioni  destinate ad appartamenti, spazi commerciali ed uffici.

Un intervento comunque pesante, rimarca il consigliere comunale e membro della Commissione urbanistica, Andrea Civati. “Parliamo della metratura dell’Iper, 35 mila metri quadrati – dice Civati -, che verrebbero scaricati in pieno centro a Varese, con un impatto terrificante, e con conseguenze terribili, anche sul fronte della mobilità e del traffico”. E’ dunque necessario il Pgt, per ragionare in termini complessivi, anche su piazza Repubblica e zona limitrofa.

Ora cosa accadrà? Il Pd guarda all’ipotesi di un project financing ma con un accordo di programma. “Certamente questo dilaterebbe i tempi – continua Molinari -, e nei prossimi cinque anni non si riuscirà a realizzare il teatrpo”. Se il Comune procederà ugualmente, nonostante i limiti imposti dalla normativa regionale, secondo il vecchio progetto, non solo rischierà di essere sottoposto ad una cascata di ricorsi, ma metterà in pericolo lo stesso investitore privato.

Duro l’attacco del Pd all’assessore Binelli, responsabile, dicono i democratici varesini, di un ”freno a mano tirato” sul fronte della pianificazione territoriale e di una pianificazione sostenibile. “Per evocare il  grande Celentano – sotrride il capogruppo Miurabelli -, se Binelli è rock quando litiga con Ermolli, si rivela, al contrario, lento, anzi lentissimo quando si tratta di pianificare lo sviluppo della città”.

26 novembre 2011
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4 commenti a “Il nuovo teatro a Varese non si farà. Il Pd spiega perchè

  1. Mario Martone via Facebook il 26 novembre 2011, ore 21:28

    Fabio Binelli ha colpa fino ad un certo punto, un PGT si fa con l’accordo di tutti i partiti e dato che c’è una guerra in atto fra Lega Nord, PDL laico e CL è chiaro che nessun accordo può essere raggiunto su questioni così delicate. Trasformare la caserma Garibaldi in teatro significa assumersi delle responsabilità immense in funzione delle altre cubature che bisogna concedere come contropartita.

  2. Filippo De Sanctis il 26 novembre 2011, ore 23:48

    Gentile Direttore Dott.Andrea Giacometti,

    leggo con attenzione l’articolo circa il futuro del nuovo “Teatro a Varese” e non “di Varese” come l’attuale.
    Per questo mi chiedo quali soluzioni concrete si vogliono porporre da tutta la compagine politica presente in consiglio comunale a sostegno dell’attività del Teatro ora esistente?
    Certo il futuro è incerto, e più passa il tempo e più la situazione economica lo renderà tale. Per questo mi aspetto un atteggiamento propositivo su ciò che c’è, piuttosto che pessimista su ciò che sarà.
    Nonostante tutto stiamo continuando a proporre una stagione con più di 40 titoli in cartellone, comprese proposte “culturali” che raccolgono un pubblico ristretto, ma che siamo convinti debbano essere offerte alla cittadinanza.
    Dunque in che modo si viene incontro a questa proposta, quali le azioni proposte a nostro sostegno? ( oltre quelle già poste in atto, con efficacia, dal Comune di Varese e dall’Assessorato alla Cultura ).

    Sarei felice di leggere notizie al riguardo, ovvero che possano dare speranza alla vita culturale della città.

    cordiali saluti.

    Filippo De Sanctis
    Direttore Teatro di Varese

  3. Nicola il 27 novembre 2011, ore 13:54

    Tante Leggi, come lacci e lacciuoli, impediscono il vivere corretto, auspicabilmente giusto. Una città senza un vero teatro è una città che ancora non nasce.Peccato davvero !

  4. Camilla il 27 novembre 2011, ore 17:42

    Dove non ci sarà Teatro, non allignerà alcuna cultura. Varese, sino ad ora e per quel che ricordi, ha espresso l’eccellenza per la Protezione Civile (Zamberletti) l’Economia (Monti) ma di cultura nell’accezione vera del termine…..Usque Tante Abutere Patientia Nostra, O cari politicanti localmente assisi ??.

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