Varese

Varese Europea? Non piace neppure al Pd

Il capogruppo Pd, Fabrizio Mirabelli

Dopo la polemica lanciata da Alessio Nicoletti, fondatore e consigliere comunale di Movimento Libero, su costi eccessivi e inutilità pratica dell’associazione Varese Europea, è intervenuto il capogruppo in Comune della Lega Nord, Giluio Moroni che, ripetendo le ragioni di contrarietà già espresse in aula, ha ribadito che Varese Europea, presieduta dallo stesso sindaco leghista Attilio Fontana, è un “ramo secco” da tagliare.

Ora interviene anche il Pd, attraverso la voce del capogruppo Fabrizio Mirabelli. Una riflessione assai articolata che entra nel merito della necessità o meno di uno strumento come Varese Europea, alla quale – detto per inciso – domani sarà dedicata una seduta della Commissione Affari Generali del Comune.

Mirabelli ricorda ”a fronte delle polemiche scatenate in questi giorni da Nicoletti che, è bene ricordarlo, era Assessore al momento della nascita di “Varese Europea”, il sindaco Fontana che ci risulta essere presidente dell’associazione tace; l’Assessora Piazza dichiara che “non è in discussione la partecipazione della nostra città”; il capogruppo della Lega Nord, praticamente la smentisce, sostenendo che Varese Europea è “un ramo secco””.

“Crediamo che il principio che sta alla base di “Varese Europea”, quello che, cioè, Varese, possa avvalersi di uno strumento di programmazione strategica per fare sistema con altri enti pubblici e privati che hanno a cuore lo sviluppo futuro del nostro territorio, sia giusto – dice Mirabelli -. Noi non siamo certamente affezionati alla formula di “Varese Europea” ma all’idea di coinvolgere, in un progetto partecipato, proiettato verso il futuro, tutti i soggetti più rappresentativi del nostro territorio”.

Continua il capogruppo del Pd: “Il tema è: Varese crede ancora nella possibilità di ragionare su una grande Varese di circa 150.000 abitanti, che comprende il Comune di Varese e quelli limitrofi, o preferisce chiudersi nei confini di una piccola Varese di 82.000 abitanti? In un momento di grave crisi economica, in cui anche i Comuni hanno le casse vuote, cercare di risparmiare non è solo legittimo ma anche sacrosanto”.

“Tuttavia, è evidente che se, oggi, “Varese Europea” è accusata di essere diventata poco più di un costoso e inutile ufficio – insiste Mirabelli – la maggioranza di centrodestra che, per dieci anni, pur mantenendola in vita, non ci ha creduto o non ha voluto crederci, deve assumersene la responsabilità politica”.

Conclude: “Auspichiamo, pertanto, che tutte le forze politiche, anche quelle che vorrebbero uscire dall’attuale “Varese Europea”, la quale, pur con il rispetto dovuto a chi ha profuso tanto impegno, non piace neanche a noi, ci pensino bene prima di rinunciare all’idea di un sistema attraverso il quale potere pianificare il futuro del nostro territorio, a cominciare, per esempio, dagli accordi di programma e dalla gestione integrata dei servizi. Quello che è in gioco, infatti, non è solo la sopravvivenza dell’attuale “Varese Europea” che, per inciso, se non c’è la volontà politica di trasformarla in un soggetto con funzioni reali, ha ben poco senso, ma la sopravvivenza dell’idea stessa di uno strumento, che può essere una “Varese Europea“ rinnovata o anche qualcos’altro, che abbia, comunque, come obiettivo una grande Varese che, sebbene non esista formalmente, ormai, esiste nei fatti”.

23 novembre 2011
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