Varese

I Legnanesi “sbancano” il botteghino

Da sinistra, Dalceri, Provasio e Campisi

Sono ben quattro le repliche che quest’anno i Legnanesi riservano ai fans di Varese sul palco del Teatro Apollonio in piazza Repubblica: giovedì 24 novembre, venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 (le prime tre alle 21, e l’ultima alle 17). Per vedere il nuovo spettacolo “Sem nasu par patì…patem!”, di Felice Musazzi e Antonio Provasio, con la Teresa, la Mabilia e il Giovanni, interpretati rispettivamente da Provasio, Dalceri e Campisi, non restano però molte possibilità, perchè, come ogni anno, anche questa volta i biglietti sono andati a ruba. Al punto che, per giovedì, restano alcune poltrone di platea e posti in prima e seconda galleria, per venerdì e sabato posti in seconda galleria, per domenica…nulla: sold out.

Si conferma così che i Legnanesi sono una vera e propria “macchina da guerra”. E ogni volta che tornano al Teatro Apollonio di Varese, il botteghino è preso d’assalto. Anche questa volta, il mix è assolutamente centrato: tradizione del dialetto e soluzioni scenografiche innovative, storie del passato e attualità di temi, comicità e un briciolo di nostalgia per il tempo che fu.

Le storie quotidiane della famiglia Colombo, insieme a tutti gli altri personaggi, ripartono, come sempre, dal cortile lombardo. Appena si apre il sipario gli spettatori affezionati riconoscono subito i personaggi ormai entrati nella tradizione: la Teresa, Mabilia e Giovanni. Uno sguardo sempre attento e acuto all’attualità, insieme alla vìs comica incontrastata e agli elementi tipici della rivista all’italiana, fanno sì che anche il pubblico che li vede per la prima volta si appassioni subito alle loro vicende di ogni giorno, universali, semplici ma profonde allo stesso tempo.

Il segreto del successo de I Legnanesi (che ogni anno portano a teatro oltre 160.000 spettatori) sta in un modo di recitare spontaneo e genuino, capace di far rivivere la tradizione della vita del cortile a chi l’ha vissuta e di raccontarla agli spettatori più giovani attraverso una comicità pulita, senza volgarità, che racconta la vita della gente comune. Il mondo de I Legnanesi è il cortile, un elemento che ha caratterizzato la vita della Lombardia: il regno delle donne, dei ragazzi, degli amori e dei litigi, delle invidie, dei problemi di tutti i giorni, dove però, in fin dei conti, tutti vivevano in armonia e serenità.

Insieme ai tre strepitosi protagonisti (Antonio Provasio-Teresa, Enrico Dalceri-Mabilia e Luigi Campisi-Giovanni), sul palcoscenico 10 personaggi della tradizione e 10 boys danno vita a due ore e mezza di spettacolo tutta al maschile, dove l’ambientazione tipica del cortile e le vicende quotidiane della famiglia Colombo si alternano a scene sfavillanti e momenti musicali tipiche della rivista e del varietà, fino al gran finale in smoking.

Ma quale la storia che raccontano quest’anno i Legnanesi? Dopo una notte di bagordi, la Mabilia, neo eletta miss Legnano, arriva all’alba nel cortile e regala a Teresa un risveglio traumatico: il business di famiglia – l’apertura nel cortile di un parcheggio per biciclette per cui attendevano autorizzazione dal Comune dal lontano 1962 –stenta a decollare. Arriva Natale e per i “pover Crist” rinasce la speranza di una vita più agiata, il Giovanni arriva a casa con la gratifica natalizia che assicura alla famiglia Colombo benessere e un momento di spensieratezza sottolineato da un esilarante striptease di Teresa in stile “Matrimonio all’italiana”.

Purtroppo però i soldi finiscono subito e con essi anche la serenità: ai “pover crist” non resta che sognare i mari del Sud, i corsari e i pirati, dobloni d’oro e ricchi bottini per un finale del primo tempo sulle ali della fantasia tra le onde dei Mari del Sud! Il sogno della Teresa però non si ferma qui: la vedovanza per lei è un traguardo quasi irraggiungibile ed eccola a pregare sulla tomba del forse, magari chissà…defunto Giovanni Colombo. Ma ecco che riappare il Giovanni insieme alla figlia Mabilia per un gran finale in allegria.

Alla Teresa non resta che dire: “Num por puarit sem nasù in quel momentu che ul signor l’ha creà tuti gli accidenti, dulur da ventar, da denci e da co’, buleta croniga e pesc ancamò, la nostra fortuna a l’è questa al sem…SEM NASU PAR PATÌ… PATEM”.

23 novembre 2011
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