Varese

Sandro Sardella evoca l’inferno umano di Korogocho

La bella copertina del catalogo

Molte le ragioni per guardare con attenzione questo “Korogocho Dripping”, mostra di Sandro Sardella, poeta e pittore, oltre che ottimo traduttore di Bob Viscusi, che giovedì 24 novembre sarà inaugurata, alle 18.30, presso il Cinema Teatro Nuovo, nell’ambito della bella rassegna “Un posto nel mondo”, organizzata da Filmstudio 90. Una mostra alla quale tanti amici hanno collaborato. A partire da Ombretta Diaferia che ha realizzato un catalogo piccolo e raffinato, degno del miglior arti-gianato, quello che giustifica, una volta tanto, la presenza del prefisso.

Quelli di Sardella, come si vede nel catalogo e in mostra, sono segni. Sgocciolamenti, parole, ombre cinesi fatte con l’inchiostro, immagini commentate (e disturbate) con il segno. Un’eco del Social Forum varesino, una mostra alla Sala Veratti, un ricordo: la strage dei poveri di allora (2006) è ancora quella di oggi. Nulla è cambiato. E Sardella, in questo suo “Korogocho Dripping”, ce ne parla sgombrando il terreno dall’insopportabile retorica che spesso, su questi temi, giunge puntuale. No, qui ci sono segni, a volte disciplinati, a volte selvaggi. E poi anche parole, certo, ma parole piene, significative, mai vuote.

Tanti amici dietro questa bella iniziativa, che dà voce ad un continente che voce non ha mai avuto. E la voce è quella del diario della Gisa Legatti, delle illuminazioni profetiche di padre Alex Zanotelli, della “fame” che il poeta Dino Azzalin ha consegnato ad un minuscolo francobollo in versi. Una piccola operazione culturale senza rete, che ci piace assai. Senza padroni, senza padrini.

21 novembre 2011
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