Varese

Lascia una cosa, prendine un’altra. Il sabato del riuso

Da sinistra, Malnati, Marsico e Clerici

Gli organizzatori allargano le braccia. “Qualche dato sulla prime edizione? Non è stato possibile fare bilanci perchè tutto è accaduto troppo rapidamente”, dice Malnati (Aspem), raccontando della Giornata del Riuso prima edizione. La seconda edizione è in  programma sabato 19 novembre, dalle ore 9 alle ore 12 è possibile esporre le cose che si devono buttare fuori dalla porta, e dalle 10 alle 15, è possibile prelevare. Poi, alla fine, passeranno gli operatori Aspem per portare via ciò che è restato. Lo scorso anno il tutto è accaduto a Casbeno, mentre sabato prossimo tutto avverrà al quartiere Bustecche. Le vie coinvolte sono Cascina del Rosario, piazza De Salvo, Fusinato, Gemona, Lombardi, Majano, Osoppo, Ossola, Parini, Tarcento. E solo i residenti in queste vie potranno esporre oggetti in buono stato e di piccole e medie dimensioni.

“Abbiamo inviato ad 800 famiglie una lettera per spiegare la nostra iniziativa – spiega Luca Marsico, assessore all’Ambiente della Provincia di Varese -, un’iniziativa che tende a mitigare la quantità di produzione pro capite di rifiuti. Il Piano provinciale dei rifiuti punta a ridurre questa quantitò del 3%. E per arrivare a questo segno meno, abbiamo individuato 44 azioni virtuose”. Quanto al sabato del riuso, Marsico dice che ci sarà vigilanza (da parte delle Gev del Comune di Varese) perchè non arrivi qualcuno con il camioncino a caricare per poi vendere. No: tutto gratis.

Anche l’assessore alla Tutela ambientale del Comune di Varese, Clerici, porta una convinta adesione al progetto. Così come Malnati (Aspem) rivela che questa iniziativa varesina all’avanguardia sta facendo scuola: ci saranno osservatori di A2A di Brescia per capire la dinamica di questa iniziativa.

Presenti anche le associazioni, Legambiente e Auser. Minazzi di Legambiente ricorda che “siamo in casa nostra, siamo a casa delle associazioni”. Rimarca, Minazzi, che “non si tratta di un’iniziativa estemporanea ed estranea al quartiere”. Brambilla (Auser) sottolinea la volontà di recuperare soprattutto i libri dismessi, per farne una vetrina e distribuirli a chi sia interessato.

17 novembre 2011
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