Varese

Elettrosmog, tra le punte Sacro Monte e Scuola Europea

Antenne al Campo dei Fiori

Dopo due anni e mezzo si chiude la campagna sui campi elettromagnetici, costata al Comune 50 mila euro. E le conclusioni che ragggiunge sono tutte improntate a rassicuranti certezze circa il fatto che la città non ha nulla da temere. L’assessore alla Tutela ambientale, Stefano Clerici (che ha ricevuto la campagna in eredità dal precedente assessore Federiconi, stesso partito), dice: “Due anni e mezzo di monitoraggio ci lasciano tranquilli, perchè non sono state segnalate criticità particolari”. Risultati che sgomberano il campo da quelli che l’assessore definisce “facili allarmismi”.

Tuttavia la campagna non ha destato molto interesse tra i cittadini, continua l’assessore, al punto che è stato lo stesso Comune che ha contattato gli amministratori di condominio, ma ricevendone, anche in questo caso, poche risposte. Sì, perchè le rilevazioni dei campi avvenivano in gran parte nelle abitazioni private, e dunque occorreva il consenso dei proprietari. Ma il pool dei rilevatori, sottolinea l’ingegner Francesco Attardo, respnsabile del Consorzio We Work % Engineering, che ha vinto l’appalto, “si è mosso anche indipendentemente da questa collaborazione, orientato a quelle zone di cui era probabile l’inquinamento”. Particolare attenzione alle aree sensibili: scuole, ospedali, oratori, residenze per anziani.

Se per legge il valotre massimo di campo ammesso nei luoghi con presenza di persine per più di quattro ore continuative è pari a 6V/m (volt su metro), il valore medio registrato a Varese è di 0,88V/m. Si è individuato un solo sforamento nel corso dei controlli: si tratta di una casa privata a ridosso di impianti radiofonici, all’altezza della tredicesima Cappella al Sacro Monte, che ha fatto registrare un valore di 6.35V/m. Una condizione che ha fatto scattare la segnalazione all’Arpa e che sfocerà in una sanzione.

Sempre a causa di impianti radio-tv, ma molto al di sotto dei limiti di legge, sul banco degli imputati è finito l’impianto dei Frati Cappuccini di viale Borri, che ha portato a registrare in un appartamento nelle vicinanze valori medi di 4.76V/m, come anche in un appartamento di via Cavour vicino, questa volta, ad un impianto di telefonia mobile, valori medi di di 4.02V/m.

Sul fronte delle scuole, dall’indagine è risultata una soglia di elettrosmog significativa in una delle realtà scolastiche più prestigiose della città, la Scuola Europea. La misurazione eseguita presso la sezione primaria della Scuola Europea swu un terrazzo che guarda verso il Campo dei Fiori ha portato a rilevare un valore ben superiore a quello medio cittadino (0,88V/m): il rapporto presentato oggi in Comune parla di ben 2V/m.

La scarsa partecipazione dei cittadini è un motivo di “rammarico”, come dice l’assessore Clerici. Tuttavia la parte del progetto comunale che è parsa più deficitaria è quella relativa alla comunicazione: il progetto, insomma, poteva essere fatto conoscere di più e meglio alla cittadinanza. Tra gli strumenti su cui è opportuno puntare il dito, il sito in cui venivano registrati i dati, per molto tempo rimasto non aggiornato, come in Commissione eletrosmog si era fatto notare nella scorsa legislatura. Forse da parte del Comune si è persa una buona occasione.

17 novembre 2011
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