Varese

A Varese Formigoni incoronato leader del centrodestra

Da sinistra Valentini Puccitelli e Roberto Formigoni

L’investitura definitiva è avvenuta: con la gremita riunione del Pdl di ieri sera al De Filippi, Varese ha consacrato Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, nuovo leader del centrodestra post-berlusconiano. Un ruolo a cui il governatore lombardo punta da tempo, e che ha perseguito con la tenacia del carattere e la forza organizzata delle legioni cielline. Giunge accompagnato dal fido assessore Raffaele Cattaneo, il presidente Formigoni, e subito dà l’impressione che dove la Lega rompe, il Pdl ricuce.

Le strade si dividono, come sostiene Maroni? “Mi auguro non definitivamente. E poi finora questo è accaduto a Roma – dichiara Formigoni rispondendo ai giornalisti -, certamente non in Lombardia, dove si è votato e Pdl e Lega si sono impegnati a governare insieme. Continuereno a farlo, considerati gli ottimi risultati conseguiti”. Formigoni cita un sondaggio: “Ho ottenuto il 60% delle preferenze dei cittadini, più di quanto è avvenuto quando sono stato eletto”.

Per quanto riguarda il Pdl, Formigoni pensa che “in questi mesi il Pdl è cambiato profondamente”. “Abbiamo iniziato a trasformarlo in un partito in cui contano le idee e le persone, dove ci si iscrive e dove si celebrano i congressi”. Quando si fanno? “I congressi si devono fare il più presto possibile, io penso entro Natale. E la Lombardia sarà la prima regione italiana che li celebrerà”.

Quanto al governo Monti, Formigoni non ha dubbi in proposito: “deve essere un governo sostenuto da una larga maggioranza, capace di realizzare alcune riforme indispensabili e urgenti, che puntino soprattutto a fare ripartire la crescita del Paese.  In una situazione normale, si sarebbe andati al voto, ma in questa situazione eccezionale, di fronte ad un violento attacco dei mercati, è giusto scegliere questa soluzione”. Tra le riforme Formigoni parla di quella elettorale: “Il bipolarismo è ormai nella testa e nel cuore degli italiani. Devono però poter scegliere il partito e il leader, ma anche i loro deputati e i loro senatori con il voto di preferenza”.

16 novembre 2011
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