Varese

Stranieri, funziona la rete per il rimpatrio volontario

Ci sono i rimpatri forzati, tanto caldeggiati dall’ex ministro degli Interni, il leghista Maroni, e poi ci sono i rimpatri volontari. Un numero di stranieri estremamente ridotto, naturalmente, perchè la stragrande maggioranza fugge da guerre e miseria: secondo i dati relativi al 2009-2010, gli stranieri ritornati nei Paesi d’origine sono stati solo 228, con la maggioranza di stranieri provenienti da Marocco (71), Nigeria (17) e Sudan (13). Ma per il rientro volontario esiste una direttiva comunitaria che è stata recepita dall’Italia e viene gestita dal Ministero degli Interni che, attraverso bandi annuali rivolti ad associazioni, Ong ed enti locali, mette a disposizione dei fondi (esiste un Fondo Rimpatri).

La Provincia di Varese ha presentato ieri in un seminario rivolto agli operatori le modalità del rimpatrio volontario assistito. In particolare è stato presentato il Progetto Nirva, una rete di punti di informazione sparsi sul territorio, che offrono orientamento e consulenza ai migranti che vogliano accedere al rimpatrio volontario. Un progetto di cui l’assessore alle Politiche sociali della Provincia (ente aderente alla rete Nirva), Christian Campiotti, mette in luce ”l’attenzione alla dignità umana”.

Sta ad Elena Sartorio, presidente della Commissione Sicurezza di Villa Recalcati, come sempre puntuale e competente, spiegare quale sia il ruolo che svolge la Provincia. “Siamo una antenna di una rete che vede lavorare insieme realtà istituzionali e realtà non profit”. Continua la Sartorio: “Questa iniziativa può aiutare ad incentivare il rientro degli stranieri disponibili, che significa ritorno di competenza e possibilità di riallacciare i fili  del rapporto con la terra natale”.

Carla Olivieri, responsabile del terzo progetto Nirva per l’Aiccre (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e Regioni d’Europa – Federazione Lombardia), spiega che alla sua terza annualità, il progetto ha registrato, già all’agosto di quest’anno, un numero di domande superiore alle possibilità di accoglimento. “Una situazione che ha portato il Ministero degli Interni ad autorizzare altri 300 rimpatri”. Spiega ancora la Olivieri che le associazioni e gli enti istituzionali che seguono il rimpatrio, puntano a reintegrare lo straniero nella terra d’origine. L’importo di partenza di cui viene dotato lo straniero si aggira sui 2-400 euro e al rientro nel Paese d’origine per ogni straniero si mette a disposizione 1100-3000 euro in termini di beni e di servizi.

15 novembre 2011
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