Varese

S’infiamma la protesta studentesca ai giardini Gentile

Assemblea all’aperto, questa mattina, degli studenti di diverse scuole della provincia di Varese. Appuntamento ai giardinetti contestatissimi dedicati al ministro fascista Giovanni Gentile. Sui muri attorno agli studenti che protestano per le condizioni di degrado che riguardano diversi istituti scolastici, una serie di lenzuoli con messaggi diretti ed ironici: “No Gentile, no parchy” oppure “Gentilmente levateci Gentile”.

Sulla targa che intitola i giardini a Gentile, inchiodata ad un masso dell’Asiago, mille post-it con i nomi a cui gli studenti vorrebbero intitolare i giardini: si va dai poeti (Giuseppe Ungaretti, Dante Alighieri) ai musicisti (da Giuseppe Verdi a Fabrizio De Andrè), fino a grandi personaggi come Steve Jobs, Giovanni Paolo II, Martin Luther King. Un ampio ventaglio di opzioni, tutte migliori di quella scelta dal Comune di Varese. Questa mattina, all’inizio dell’assemblea ha portato un saluto anche Angelo Chiesa, dell’Anpi di Varese.

“La nostra non è una protesta politica. Certo, per noi è una aggravante importante la dedica dei giardini a Gentile, intellettuale, filosofo, fascista, ma siamo qui per segnalare, ancora una volta, che le nostre scuole presentano segni di degrado indiscutibili”. Parla uno degli organizzatori, uno studente del Cairoli, Guido Balzarini. Tanti i problemi: dai muri del Cairoli coperti di scritte che la Provincia non è ancora venuta a cancellare nonostante le richieste, alla palestra del Cairoli, che da un paio di anni presenta vetri rotti al piano superiore, e attrezzi con cartellini che da tempo dicono “soggetto a revisione”. E poi problemi all’Itis Newton, al Manzoni. “Problemi veri, che restano inascoltati – dice Balzarini -. Mentre abbiamo visto gli operai che hanno lavorato alacremente per realizzare il parchetto Gentile”.

15 novembre 2011
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7 commenti a “S’infiamma la protesta studentesca ai giardini Gentile

  1. sandro sardella il 15 novembre 2011, ore 17:51

    un vento giovine disturba le croste di un politicume marcescente .. ben venga il desiderio di cambiamenti di partecipazione .. avanti .. avanti .. nuovi sorrisi ..
    nella piccinacittà giardina …………

  2. Jane Bowie il 15 novembre 2011, ore 18:33

    L’idea dei post it è fantastico! Non ci avrei pensato a Steve Jobs ma in effetti i ragazzi hanno ragione…

  3. Giovanni Calarco il 16 novembre 2011, ore 16:01

    Prima di aderire al fascismo, Gentile contribuì per trent’anni alla vita culturale e filosofica del paese, collaborando com’è noto con Benedetto Croce, e con lui fondando «La Critica». Anche da fascista, però, qualche cosa l’ha fatta: per esempio, è grazie a lui che molti settantenni-ottantenni di oggi sono stati alfabetizzati; è grazie a lui se gli studenti del liceo classico “Cairoli” possono frequentare il liceo classico “Cairoli”. Fu uno dei pochi ad opporsi alla firma dei patti lateranensi, in quanto sostenitore dello stato laico. E non dimentichiamoci che, comunque, pagò l’adesione al fascismo con la vita: che, insomma, non è morto, placido novantenne, nella sua buona villetta di campagna, come tanti altri ex gerarchi, ma fucilato dalla resistenza (così Montanelli ricorda la sua morte: « Appresi quella notizia mentre mi trovavo prigioniero a Gallarate in uno scantinato della Gestapo. Mi ci trovavo da molti mesi, e sempre avevo creduto di trovarmici dalla parte giusta: quella dei resistenti. Per la prima volta dubitai di essere dalla parte sbagliata: quella dei sicari.» ).

  4. Jane Bowie il 17 novembre 2011, ore 16:02

    Signor Calarco, Nulla toglie il fatto che Gentile era un fascista convinto e attivo che ha speso le sue energie volontariamente nel creare l’ideologia di un régime, e mantenerlo al potere. Punto. Le apologie vanno in secondo posto dopo il fatto che ha sulle sue spalle delle responsabilità pesantissime: il sostegno attivo dell’intervento italiano nella prima guerra mondiale (un bagno di sangue che però a lui non ha costato), le leggi razziali da lui firmate (un’altro bagno di sangue che alla fine ANCHE ma NON soltanto lui ha pagato, ma solo dopo aver aiutato a portare l’Italia a reprimere i suoi cittadini, mandarne tanti a morire nei campi di sterminio e altri in guerra). Non c’è apologia che possa cambiare questi gravissimi fatti, ben più gravi di alcun bene portato da una riforma scolastica che ha introdotto delle novità positive ma che ha anche tolto l’insegnamento delle lingue, radicato un forte e negativo pregiudizio di classe e lasciato comunque l’Italia alla fine delle guerra tra i paesi più ineducati e analfabeti dell’Europa. Ricordiamo che la protesta contro la targa è una democratica (come lui non era) risposta alla deliberata scelta provocante e politica di una persona inopportuna e non degna mentre tante altre persone andrebbero ricordate.

  5. stigol martin il 18 novembre 2011, ore 18:40

    Prima di aderire al fascismo, Gentile contribuì per trent’anni alla vita culturale e filosofica del paese, collaborando com’è noto con Benedetto Croce, e con lui fondando «La Critica». Anche da fascista, però, qualche cosa l’ha fatta: per esempio, è grazie a lui che molti settantenni-ottantenni di oggi sono stati alfabetizzati; è grazie a lui se gli studenti del liceo classico “Cairoli” possono frequentare il liceo classico “Cairoli”. PRIMA DI NON ADERIRE AL FASCISMO MIO NONNO LAVORAVA, AVEVA UNA CASA E MIA MADRE STUDIAVA IN UNA SCUOLA PUBBLICA COLLABORANDO CON LA NOTA MAESTRA SILVANA. gRAZIE A LEI MOLTI EBREI SI SONO SALVATI IN ARGENTINA, BRASILE, VENEZUELA E GRAZIE A GENTE COME IL PROFESSORE GENTILE,molti EBREI ITALIANI HANNO LASCIATO QUESTO PAESE E MOLTI SONO FINITI IN CAMPI DI STERMINIO, PERCHè LUI NON ERA DALLA PARTE DI CHI DIFENDEVA LA LIBERTà

  6. Grinch il 22 novembre 2011, ore 06:20

    Gentile sig. Calarco, quasi quasi le augurerei di fare la fine di tutti quelli che il regime fascista, appoggiato e filosofizzato da Gentile, ha torturato, affamato, deportato, ucciso. Gentile è stato condannato a morte e giustiziato, non assassinato, come in tempo di guerra (civile e non) è necessario, a volte doveroso.
    Naturalmente, non glielo auguro, ma, per favore, ci risparmi questa sottospecie di revisionismo storico e politico.

  7. stigol martin il 1 dicembre 2011, ore 21:09

    io non trovo bello augurare a una persona che non sa distinguere cosa sia la libertà, o come costruire la democrazia di finire sotto una camera a gas, o morire di fame o di freddo come un animale abbandonato. Mi piacerebbe per una volta che il signore Calarco possa entrare dentro un campo di concentramento di toccare con le proprie mani un forno, e di risparmiarsi di vedere una persona cara bruciare per sempre. Gentile era così preparato, cosi intelligente, cosi pronto a civilizzare il mondo che non aveva capito che le legge razziali erano il contrario di tutto, era il cammino verso la morte, erano le porte dell’inferno raccontate da Dante. Sig. Calarco come mai le mancanze si ripetono nel tempo con persone disposte a difendere con scarsi ragionamenti il dolore della libertà. Gentile è stato fucilato, e mi dispiace, con la sua vita, ha pagato duramente il fatto di non sapere dove si trova la parola più importante del dizionario Italiano:libertà.

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