Politica

S’arrocca il Carroccio nel Parlamento padano

Umberto Bossi

S’arrocca il Carroccio, e nega ogni consenso a Mario Monti. E’ opposizione dura all’esecutivo tecnico. Ma non finisce qui: dal comunicato uscito da via Berllerio la scelta della “riapertura del Parlamento della Padania, che tornerà a riunirsi il prossimo 4 dicembre”. Nato nel 1997, con sede a Chignolo Po, provincia di Padova, questo fantomatico organismo viene chiuso nel 1999, per riaprire i battenti a Vicenza nel 2007. Attualmente il presidente di questo parlamento è Roberto Maroni. Un parlamento a corrente alterna: si apre quando la Lega è all’opposizione, e si chiude quando torna a sedere sulle poltrone del governo. 

Una scelta di opposizione che oggi ha visto addirittura la fuga dalle consultazioni del presidente incaricato: Bossi ha  sentito telefonicamente Monti per confermargli che avrebbe votato la sfiducia al suo governo. Una scelta certamente condizionata anche dalla base del Carroccio, che si esprime dai microfoni di Radio Padania, che ha organizzato 16 ore di diretta non stop dopo l’incarico a Monti.

La Lega Nord vuole però apparire anche rassicurante, e promette “un’opposizione sera e responsabile”, mentre i militanti chiedono chiaro e tondo che si scenda in piazza per protestare contro il governo tecnico. Per ora Bossi riapre il parlamento padano, che nella sua storia fu visitato da separatisti fiamminghi, partito liberale russo, catalani,  irlandesi. Roberto Calderoli parla di “autodeterminazione”, e lo fa come contropartita nei confronti di un’ipotesi che i leghisti paventano: che il nuovo governo decida di dare un colpo di spugna ai ministeri acquartierati presso la Villa Reale di Monza.

14 novembre 2011
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Un commento a “S’arrocca il Carroccio nel Parlamento padano

  1. cittadino superpartes il 14 novembre 2011, ore 21:46

    POVERA ITALIA E’ UN VERO CIRCO EQUESTRE, TRA NANI, PAGLIACCI E ANIMALI VARI, MANCA SOLO IL DOMATORE, CHE VOLENDO POTREBBE USARE LA FRUSTA MAGARI PER UN VENTENNIO!!

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