Politica

Berlusconi si è dimesso alle 21.41. Esplode la piazza

Il premier Berlusconi si è dimesso

Alle 21.41 si è dimesso ufficialmente Silvio Berlusconi al Quirinale. Tutte le tv del mondo stanno trasmettendo le immagini di piazza del Quirinale, che appena appresa la notizia è esplosa in un boato. A questo punto si aprono le consultazioni per un governo tecnico, nonostante le varie condizioni uscite dall’ufficio di presidenza del Pdl. Consultazioni che si svolgeranno dalle 9 alle 18.

Un’altra riunione del vertice del Pdl dovrà dare il via libera, dopo che si sarà verificato l’incontro tra il presidente designato e la delegazione del partito berlusconiano.

12 novembre 2011
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2 commenti a “Berlusconi si è dimesso alle 21.41. Esplode la piazza

  1. cittadino superpartes il 13 novembre 2011, ore 01:03

    Alle ore 21’41 di domenica 13 novembre del 2011, la democrazia torna a risplendere sui colli fatali di Roma IL despota sconfitto, lascia con i suoi lacche’ i palazzi del potere che lo hanno visto per 17 anni padrone assoluto governando per se a discapito del Popolo

  2. ombretta diaferia il 13 novembre 2011, ore 12:18

    confesso: una lacrimuccia furtiva ha fatto capolino all’angolo dei miei occhi.
    ma tutto questo parlarne e gioirne da stadio mi agghiaccia.
    non solo perché “parlatene bene o male basta che ne parliate” è “regola del gioco politico e comunicativo”, non solo perché in tutta la mia vita attiva c’ho dovuto fare i conti, ma perché il weberiano “le masse hanno bisogno di leader, non di politiche” si conferma.
    le masse inseguono leader e la possibilità di impiccarli.
    e la dimostrazione è che da ieri sera non leggo commenti di inizio, ma solo di fine.
    come può finire qualcosa che è radicato nella nostra società?
    ora (per citare l’autore che ho pubblicato venerdì, cioé l’ultimo giorno dell’ennesimo governo Berlusconi) “è tutto da rifare”.
    quanti ora riescono a mettere da parte tutto e ricominciare a fare?
    la cultura del nemico è strisciante in Italia.
    E quando viene a mancare il nemico?

    Sono soddisfatta, sì, che si apra uno spiraglio per la “ricostruzione”, ma perché per il resto della vita che mi rimane c’è da fare e rifare.
    quel nome e quella cultura, però, continuano ad essere tra noi e sarà qualcosa che resta e con cui fare i conti nel “fare” e “rifare”…
    ci vorrebbe solo un po’ di sobrietà e serietà che tra i potenti italiani ed i suoi “governati” manca.
    “è tutto da rifare”.
    non basta una casa per fare una cultura, di quella si ha bisogno quando la cultra c’è e cerca spazio.

    e per citare ancora Robert Viscusi, poeta italoamericano che torna in Italia quando il governo Berlusconi si è dimesso:
    “we define civilization in italy as the art of building walls”
    (Ellis Island by Robert Viscusi volume II libri 5-8).

    grazie per lo spazio direttore offerto nel primo giorno dell’ennesimo post governo Berlusconi.

    ombretta diaferia

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