Varese

“Battezzata” al Faido la nuova Casa della Poesia

Da sinistra, Chiara Zocchi, Dino Azzalin e Silvio Raffo

I nomi sono tanti e tutti prestigiosissimi: la geniale Alda Merini, il mitico Andrea Zanzotto, e poi Antonio Porta, Giancarlo Majorino, Vivian Lamarque, Mauro Maconi e altri ancora. Li enumera Dino Azzalin, poeta, editore, dentista, nel luogo stesso da cui questi grandi poeti sono passati, dove hanno parlato di cultura, bevendo un bicchiere di vino: il Faido. Un luogo in cui, grazie ad una indovinata ristrutturazione, un grande fienile è stato oggi trasformato nella Casa della Posia di Varese, spazio che accoglierà, nei prossimi mesi, iniziative e proposte legate alla cultura, alla poesia, all’arte. Per ora si intrecciano i ricordi, sotto le stelle di una notte che resterà nella memoria: la notte dell’11.11.11.

Una notte che, al termine del reading su Montale al Teatro Santuccio, ha visto il battesimo della Casa della Poesia di Varese, un momento simpatico e frugale in cui lo spazio creato da Azzalin si è riempito di amici e di versi, di sorrisi e di ricordi. Suggestiva l’immagine della Merini, sorridente, accanto allo stesso Azzalin, uno “scatto” che fa mostra di sè da una vecchia credenza in cucina. Poi, al piano superiore, una vera sorpresa: un Pinocchio  siede ad una scrivania, con un foglio e una penna davanti, e una grande vetrata rivolta alla cielo. Mentore della Casa della Poesia, Arthur Rimbaud, un viso giovanile che si affaccia dalla cornice di un ritratto.

A festeggiare la nuova Casa della Poesia sorta al Faido, poeti ed amici. Il filo rosso poetico è offerto dallo stesso padrone di casa, Dino Azzalin, e da un incontenibile ed ispirato Silvio Raffo, due poeti laureati che si sono sfidati a colpi di poesia. Con versi della Dickinson, di Antonia Pozzi. Alternati a ricordi lontani, legati ad incontri con autori, a viaggi, a dibattiti. Tra gli amici erano presenti i poeti del gruppo dei Versonauti, ma anche la scrittrice e musicista Chiara Zocchi, che ha interloquito con i poeti laureati e spesso ha realizzato riprese col cellulare.

Una Casa della Poesia “battezzata” con i versi e la poesia, ma anche con qualche buona fetta di salame e qualche bottiglia di rosso. E che è terminata dando fuoco, nel piccolo forno della cucina, una poesia scritta da Azzalin, piccolo gesto scaramantico fatto dal padrone di casa e da Filippo De Sanctis, direttore del Teatro Apollonio, che al giro del nuovo giorno compiva gli anni. Poi tutti hanno preso l’auto e sono tornati alle loro case. Con un bel ricordo legato ad una notte stellata e ad una bella poesia finita in cenere.

- FOTOGALLERY

12 novembre 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

12 commenti a ““Battezzata” al Faido la nuova Casa della Poesia

  1. rosanna lupi il 13 novembre 2011, ore 10:01

    Complimenti vivissimi a Dino Azzalin e ai suoi collaboratori. Poesia respiro del MONDO! Buon lavoro e cordialità. Rosanna Lupi Segr. premio Camaiore

  2. Met il 13 novembre 2011, ore 14:02

    11.11.11…dopo questa magnetica sensitiva data…Due parole agli antipodi del nostro vivere quotidiano…Forse tutto questo dovrebbe insegnar a noi tutti…più sobrietà e meno ostentazione…fra i politici, fra gli artisti, fra i giornalisti, in ogni azione che seminiamo…

  3. Gregor Samsa il 13 novembre 2011, ore 16:09

    Poeti laureati: parole brutte da leggere e da sentire.

  4. Giuseppe Battarino il 13 novembre 2011, ore 17:38

    Eccellente! E’ tempo di luoghi accoglienti come questa Casa.
    E poi (contraddico in parte @Met): più sobrietà per chi governa ma gioiosa ostentazione per la poesia

  5. sandro sardella il 13 novembre 2011, ore 19:56

    la casa .. è un senso di “accoglienza” .. (por favor ..) attenzione a templi et tempietti ..
    e che un buon bicchiere di vino .. rosso .. scaldi le vene della poesia … olèèèèèèèèèè …………….

  6. rosanna lupi il 13 novembre 2011, ore 22:25

    Un buon bicchiere di vino rosso può scaldare le vene agli uomini… Alla buona poesia non serve alcol per riscaldare le vene e il cuore degli uomini. Un bene universale, ricco di valori, a cui l’essere umano non può rinunciare. Pertanto una casa, un luogo dove si fruisce e si porge poesia non può altro che arricchirci.

  7. rosanna lupi il 13 novembre 2011, ore 22:38

    Un buon bicchiere di vino può scaldare le vene degli uomini…Alla poesia non serve alcol per scaldare le vene e il cuore degli uomini. Un bene universale la poesia, ricca di valori a cui l’essere umano non può rinunciare, e una casa o un luogo dove si porge e si fruisce poesia e sicuramente qualcosa di molto prezioso.

  8. Paolo Franchini, Varese il 15 novembre 2011, ore 17:59

    Della materia capisco poco, sono sincero, ma “poesia” e “casa” mi sembrano due parole in netto contrasto fra loro: per come la vedo io, la poesia non può avere muri intorno né un tetto a nasconderle il cielo. Se mai ci fosse un dibattito sull’argomento, comunque, mi piacerebbe partecipare.

  9. rosanna lupi il 16 novembre 2011, ore 09:33

    E’ inutile girarci attorno… la poesia é la madre di tutte le arti, per cui…

  10. Uno spunto di discussione: casa e poesia vanno d’accordo? | VareseNoir il 16 novembre 2011, ore 14:04

    [...] Ho appreso dal puntuale VareseReport dell’apertura di una nuova “casa della poesia” a Varese (l’articolo, nel caso, lo trovate qui: http://www.varesereport.it/2011/11/12/battezzata-al-faido-la-nuova-casa-della-poesia/). [...]

  11. stefania cadario il 17 novembre 2011, ore 09:28

    dio mio quante polemiche!!!!!!!!!!!

  12. Paolo Franchini, Varese il 18 novembre 2011, ore 08:54

    Stefania, hai ragione.

Rispondi