Varese

Grasso: giovani volontari a Genova, l’Italia che mi piace

Grasso insieme a Bambi Lazzati, "mente" del Premio Chiara. In sala era presente anche Romano Oldrini

Parole sommesse, misurate, che non grondano retorica e ottimismo a tutti i costi, come quelle abitualmente utilizzate dai politici. Parla diversamente, il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, giunto superscortato alla sede della Provincia Villa Recalcati. Grasso è stato insignito ieri sera del Premio Falcone Borsellino, istituito dal Liuc di Castellanza per coloro che diffondono la cultura della legalità, e al magistrato è stato consegnato nell’ambito del Premio Chiara. Ha contribuito, Grasso, alla cattura di Provenzano, e questo la dice lunga sui suoi meriti per il nostro Paese. E gli applausi che gli sono stati rivolti, nel corso della sua testimonianza, hanno disegnato una bella pagina per Varese.

Dopo una lunga e insostenibile relazione tenuta dal professor Biassoni del Liuc, ha preso la parola lo stesso Grasso. Che ha ricordato che, come quando era ragazzo, ancora oggi sogna di “combattere contro l’ingiustizia e cambiare il mondo”. Un modo di pensare che qualcuno può considerare astratto e irrealizzabile, così come si diceva degli utopisti e degli eretici. Un modo di pensare che, oggi più che mai, deve fare i conti con un mondo fatto di “individualismo esasperato, mancanza del senso della collettività, mercificazione di ogni cosa e ogni persona, strapotere del denaro”.

E’ tutto da buttare, dunque? No, per nulla, secondo Grasso. Non mancano i segnali positivi in questo mondo in crisi. E’ il caso dei giovani delle Forze dell’ordine che “quando seguono un latitante, non guardano all’orologio, non hanno la certezza di vedere pagarsi gli straordinari”. Oppure i giovani del movimento di “Addio pizzo” di Palermo che hanno dato vita ad esperienze di “consumo critico”, diretto a quei negozi che vantano, in vetrina, un cartello con scritto: qui non si paga il pizzo. Oppure i giovani toscani che, con cene, hanno finanziato l’acquisto di un trattore per una cooperativa di Libera a Corleone. Oppure “i giovani volontari che sono andati a Genova per aiutare le popolazioni civili”.

“E’ questa l’Italia che mi piace, l’Italia del futuro”, ha detto il Procuratore antimafia, il quale ha evocato le figure di Falcone e Borsellino, “i miei veri modelli”. Parole pronunciate dai due eroici magistrati lo hanno spinto ad andare avanti, a continuare la guerra contro la criminalità organizzata. Una realtà sempre più globale, sempre più sofisticata, che richiede quel coraggio dell’utopia di cui Grasso si è fatto interprete e per cui a Varese è stato premiato.

10 novembre 2011
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