Economia

Congiunturale Univa, anche Varese nella bufera

Gli attacchi speculativi che minano il debito pubblico italiano, le difficoltà del Paese di trovare un equilibrio tra rilancio dello sviluppo e risanamento dei conti pubblici, le previsioni del Centro Studi Confindustria che parlano di una crescita del Pil per il 2011 di appena lo 0,7% e dello 0,2% per il 2012: il difficile panorama nazionale e internazionale incide sulla congiuntura varesina e, nel terzo trimestre dell’anno (luglio-settembre), rallenta il recupero delle imprese manifatturiere del territorio, rispetto ai livelli del trimestre precedente (aprile-giugno). È quanto registra l’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese nell’ultima indagine congiunturale.

Le tensioni sui mercati scoppiate durante l’estate, le incertezze sulle prospettive di consumo interno dovute alla politica fiscale restrittiva in atto e, in parte, anche il rallentamento fisiologico che di solito si registra nel periodo estivo hanno portato nei mesi andati da luglio a settembre ad un rallentamento ed ad un progressivo peggioramento delle performance delle imprese varesine rispetto trimestre precedente. Appare, invece, meno tesa la situazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Nel nuovo scenario che si sta delineando,caratterizzato da consumi interni deboli ed incerti, è diventata fattore chiave di competitività la capacità delle imprese di internazionalizzarsi e vendere i propri prodotti e servizi sui mercati esteri, soprattutto nei paesi in via di sviluppo che hanno domande interne dinamiche. Per contro, rischi crescenti all’operatività delle imprese potrebbero derivare dalla capacità di accesso al credito delle aziende che, già indebolite dalla crisi economica del 2008 e del 2009, devono ora affrontare un nuovo difficile periodo con un credito bancario sempre più selettivo.

L’indagine congiunturale mette in luce che l’84% delle imprese varesine intervistate ha già riscontrato aumenti nei tassi e negli spread, mentre il 35% restrizioni nel credito legate in larga parte alla difficoltà di ottenere la concessione di nuovi finanziamenti. Un rischio che ora potrebbe essere mitigato dalla decisione del nuovo Governatore della Banca Centrale Europea, MarioDraghi, di abbassare i tassi di interesse.

Sotto il profilo produttivo, dopo alcuni mesi di lento ma costante recupero e stabilizzazione, il terzo trimestre del 2011 è stato, invece, caratterizzato da una flessione dei livelli produttivi rispetto alla rilevazione precedente, andamento da considerare in parte fisiologico per il periodo dell’anno considerato. La maggior parte delle imprese intervistate (51%) ha segnalato un peggioramento nella produzione rispetto al secondo trimestre dell’anno, contro il 46%che ha registrato una situazione di stabilità e soltanto il 3% che ha dichiarato una crescita. A livello settoriale, risultano in maggior sofferenza i comparti più vicini al mercato del consumo finale, che risentono direttamente del calo della domanda interna, mentre rimangono maggiormente orientati alla stabilità le filiere più a monte o le produzioni per i mercati esteri emergenti.

Le previsioni per i prossimi mesi sono caratterizzate da un alto grado di volatilità e risentono del clima generale di incertezza dell’economia italiana edeuropea. La maggior parte delle imprese del campione (53%) si attende un mantenimento dei livelli produttivi attuali, il 29% un miglioramento e il 18% un peggioramento. Emerge soprattutto la difficoltà delle imprese di riuscire a fare previsioni a medio-breve termine, incertezza che rende difficile la programmazione e la pianificazione delle attività.

Per quanto riguarda la dinamica del portafoglio ordini nel terzo trimestre del 2011, il 42% degli intervistati ha registrato una stabilità rispetto al trimestre precedente, il 22% un incremento e il 36% un rallentamento. A conferma della crescente importanza dell’internazionalizzazione delle imprese sisegnala che sono soprattutto gli ordini provenienti dal mercato nazionale ad essere in sofferenza. Relativamente migliore è, infatti, la situazione se vista con le lenti della sola componente destinata ai mercati esteri,che è in calo solo nel 17% delle imprese.

Con riguardo al mercato del lavoro, le ore di Cassa Integrazione Ordinaria(Cigo) autorizzate nel comparto industriale varesino nel terzo trimestre del 2011 sono state 2.684.000, in riduzione del 2% rispetto allo stesso trimestre del 2010 e del 33% rispetto al secondo trimestre dell’anno, per effetto anche della pausa agostana. Guardando all’intero periodo cumulato gennaio-settembre sono state autorizzate, sempre con riferimento al comparto industriale, 10.188.000 ore di Cigo, in riduzione del 33% rispetto allo stesso periodo del 2010.

Analizzando l’andamento anche degli altri ammortizzatori sociali, sempre con riferimento al comparto industriale, si evidenzia nel terzo trimestre del 2011 un calo anche delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Straordinaria (Cigs) e in deroga. I cali sono confermati anche nell’analisi dell’intervallo cumulato gennaio-settembre 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010. Complessivamente (considerando Cigo, Cigs, deroga) da gennaio a settembre 2011 sono state autorizzate 20.173.000 ore, il 38% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tuttavia, le tensioni economiche ed il complicarsi dello scenario produttivo comporteranno nei prossimi mesi ripercussioni sul mercato del lavoro, con un inevitabile peggioramento del bilancio ore autorizzate.

Gli ultimi dati disponibili sul commercio estero varesino relativi al primo semestre 2011 mostrano una crescita degli scambi commerciali. Da gennaio a giugno2011 si è, infatti, registrato un incremento dell’export dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2010, che ha portato le esportazioni a raggiungere 4,58 miliardi di euro. Le importazioni nello stesso intervallo di tempo hanno registrato una crescita del 26,8%, risultando pari a 3,34 miliardi di euro. Queste dinamiche nei flussi commerciali hanno portato un saldo commerciale ancora positivo (+1,24 miliardi di euro), ma in calo rispetto al primo semestre del 2010 (-15,7%).

A livello varesino i paesi appartenenti all’Unione Europea continuano ad essere i principali partner commerciali per le imprese, ma sono in rapida crescita gli scambi verso i paesi in via di sviluppo. Le esportazioni del territorio verso queste aree nel primo semestre del 2011 hanno rappresentato infatti quasi il 40% del totale dell’export della provincia, in crescita del 11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare si registrano buone performance esportative verso alcuni paesi Bric (Brasile, Russia, India, Cina): l’export verso la Russia nel primo semestre del 2011 ha registrato una crescita del 46% rispetto allo stesso periodo del 2010, verso la Cina del 42,8%, verso il Brasile del 21%. In contrazione, per contro, le esportazioni verso l’India (-5,7%). Per quanto riguarda le altre destinazioni dei prodotti e dei servizi delle imprese varesine la Svizzera si conferma, per motivi anche di vicinanza,tra i principali partner commerciali con un export in crescita del 21% rispetto al primo semestre 2010. In crescita anche le esportazioni versola Germania (+24%), primo nostro partner commerciale.

Per ciò che concerne il forte incremento delle importazioni, invece, l’Ufficio Studi dell’Unione Industriali registra la forte crescita degli acquisti dalla Germania (+26% nei primi sei mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo di un anno fa) e dalla Cina (+23%).Un dato, quest’ultimo, trainato non  solo, o non soltanto, dal settore tessile, ma dal forte incremento dell’import di elettrodomestici cinesi che, nel semestre, ha fatto un balzo in avanti del 33%, ritagliandosi una quota del 20% sul totale delle importazioni varesine provenienti dalla Cina. Sotto l’aspetto della dinamica,tutti i principali settori del tessuto imprenditoriale varesino hanno registrato una crescita delle flussi commerciali sia in entrata che in uscita rispetto al primo semestre del 2010.

 Nel metalmeccanico le esportazioni hanno registrato una crescita dell’8,9%, a fronte di un ripresa più sostenuta delle importazioni (+19,9%); analizzando i comparti, i miglioramenti più consistenti si sono registrati nella metallurgia e nella produzione dimacchinari. In crescita anche le esportazioni(+10,9%) e le importazioni (+23,9%) del settore tessile-abbigliamento.Il miglioramento dell’export è più consistente nel comparto dei prodotti tessili (+14,5%), ma si registrano incrementi anche nelle esportazioni di prodotti di abbigliamento (+4,5%). Nel settore gomma e materie plastiche si è registrata una crescita delle esportazioni del 14,3% e delle importazioni del 26,1%. Il settore chimico e farmaceutico è quello che ha registrato le variazioni più marcate nei flussi commerciali,soprattutto in termini di import con una crescita del 41,2% a fronte di un incremento dell’export del 15,9%.

7 novembre 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi