Varese

Ciao, Bizzo. Varese saluta un bravo ragazzo

L'ultimo saluto a Giovanni Bizzozero

Lacerante, quel “Signore delle cime” intonato in basilica mentre Giovanni Bizzozero, 23 anni, scomparso a Milano in un incidente, si avvia alla sua ultima dimora terrena a Viggiù. La basilica di San Vittore è talmente piena di ragazzi che non si riesce più ad entrare. La piazza è stracolma, con alcuni ragazzi che, con un impermeabile giallo, tengono aperto un corridoio. C’è silenzio, quando, terminata la funzione sacra, un coro esce da dietro l’altare, la bella preghiera alpina di Bepi De Marzi. Il modo migliore per l’ultimo ciao ad un bravo ragazzo scomparso all’improvviso.

La messa inizia alle 14. San Vittore è strapiena già da quasi un’ora. Sono presenti sotto le arcate della basilica tanti amici di Giovanni, tanti ragazzi degli Scout, molti amici di Comunione e liberazione. Tutti si stringono attorno ai famigliari, in particolare a mamma Ester e papà Flavio. Tra i fedeli ci sono anche alcune autorità, l’assessore Raffaele Cattaneo, il vicesindaco Carlo Baroni, l’assessore Enrico Angelini, nascosti tra tutti gli altri, nessun posto in prima fila.

Una cerimonia sommessa e triste. Varese saluta un suo ragazzo, un bravo ragazzo, di cui disegna il profilo, con parole intense, don Ambrogio Pisoni, uno dei sacerdoti che seguonono Comunione e liberazione, professore all’Università Cattolica. Senza retorica, don Pisoni, nel corso dell’omelia, ricorda Bizzo: “Un amico con gli occhi sempre aperti, il cuore sempre ardente, una generosità senza limiti”. Di Giovanni, il sacerdote ricorda come fosse “limpidamente ingenuo”, con quell’ingenuità propria di “chi crede totalmente in Cristo”. Una “breve e intensa vita – dice ancora don Pisoni -, iniziata con il battesimo e giunta all’incontro fondamentale con don il carisma di don Giussani”.

Famigliari e il preside di Veterinaria della Statale, un messaggio giunto da don Carron, concludono i funerali in basilica. Poi la bara esce e ci sono i mille abbracci degli amici ai familiari. Poi l’auto parte e Giovanni lascia Varese per Viggiù. Il cielo è plumbeo, cade qualche goccia, la piazza è silenziosa. Ciao, Bizzo.

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7 novembre 2011
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