Milano

Ciao “Sandra”. Scomparsa la staffetta Onorina Pesce

Onorina Brambilla Pesce con il marito Giovanni Pesce

Se n’è andata oggi anche “Sandra”, Onorina Brambilla Pesce, 88 anni, moglie del leggendario “Visone”, Giovanni Pesce, medaglia d’oro della Resistenza e comandante del III° Gap “Egisto Rubini” di Milano. Da mesi era ricoverata in una clinica milanese. Lascia la Tiziana e il nipote Davide.

Donna straordinaria, coraggiosissima, riconosciuta dopo la Liberazione tenente dell’Esercito italiano, medaglia d’argento al Valor Militare e medaglia d’oro del Comune di Milano con la Giunta di Letizia Moratti, a 20 anni, aveva lasciato il lavoro di impiegata in una fabbrica di Lambrate, per entrare nelle fila del piccolo ma temuto esercito partigiano, il Gruppo d’Azione Patriottica, specializzato in azioni fulminee, attentati, sabotaggi, assalti al nemico.

Come ufficiale di collegamento, partecipò a diverse operazioni militari raccontate nel bel libro “Il pane bianco” di Roberto Farina, edito nel 2010 da Arterigere di Varese, fra cui il trasporto di partite armi e di esplosivo con la immancabile bicicletta, una “Bianchi” color celeste, sfidando i blocchi nazifascisti sparsi per il capoluogo lombardo. Riuscì sempre nelle sue imprese grazie al suo sangue freddo e alla smisurata fede nella lotta per la libertà. Il 12 settembre 1944 fu arrestata. Avrebbe dovuto prender parte allo scambio di una partita di armi in piazza Argentina, quando venne circondata da militari tedeschi e trasferita al Comando SS di Monza dove rimase sino a novembre. Era stata tradita da un compagno, Giovanni Jannelli “Arconati”, che avrebbe dovuto partecipare assieme a lei e ad un’altra combattente, “Narva”, all’operazione gappista. Torturata brutamente dagli sgherri del famigerato tenente Wernig, non aprì mai bocca.

Deportata nel campo di Bolzano-Gries riuscì a sviluppare un’intensa attività politica clandestina, riuscendo a mantenere i rapporti con il mondo esterno. Sopravvissuta anche a questa tragedia, fu liberata il 30 aprile 1945. Raggiunse Milano dove il 14 luglio 1945, l’anniversario della presa della Bastiglia, si sposò con Giovanni Pesce, il suo comandante, officiante il sindaco della Liberazione il socialista Antonio Greppi. Fu sindacalista per molti anni della Cgil, poi dirigente del “Gruppo Difesa della Donna”, segretaria dell’Anpi nazionale e presidente, dopo la morte del marito nel 2007, dell’Aicvas, l’Associazione Combattenti Volontari Antifascisti della guerra d Spagna.

Franco Giannantoni

6 novembre 2011
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2 commenti a “Ciao “Sandra”. Scomparsa la staffetta Onorina Pesce

  1. Dario Alfredo Rolla via Facebook il 6 novembre 2011, ore 20:49

    che la terra ti sia leggera! onore alla partigiana “Sandra”!!!! grazie per la libertà che ci hai dato.

  2. cittadino superpartes il 7 novembre 2011, ore 01:19

    Esempio di supremo attaccamento alla Patria. Onore alla partigiana Sandra artefice della nostra LIBERTA’.

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