Roma

Pd, Bersani contro Berlusconi, Renzi contro Tafazzi

Il segretario Pierluigi Bersani

Grande manifestazione oggi a Roma in piazza San Giovanni  del Partito democratico. Una mobilitazione che ha portato migliaia di militanti e simpatizzanti nella storica piazza della capitale, in cui il comizio del segretario del partito, Pierluigi Bersani, ha chiuso la manifestazione del principale partito del centrosinistra.

Dopo un ”abbraccio commosso” ai cittadini di Liguria e Toscana, vittime dell’alluvione, Bersani è entrato subito nel vivo della crisi economica: “Non si torna indietro dall’euro, dopo l’euro si va avanti. Mai come oggi tocca alle forze progressiste alzare la bandiera dell’Europa perché nel ripiegamento, nell’idea che ciascuno si occupa solo di casa sua, vincono le destre e i risultati li abbiamo sotto gli occhi”. 

E’ “indignato”, Bersani,  nel ”vedere il nostro paese sbeffeggiato. Vedere che, all’estero, dell’Italia si ride. Questo non era mai accaduto: e questo non lasceremo che accada mai più”. Ma prima di tutto c’è una ”pratica da sbrigare: Berlusconi deve andare a casa. O ci va da solo o ce lo manderemo noi”. 

E nessuno ci spieghi col ”dito alzato che non basta cacciare Berlusconi per risolvere i problemi. Lo dite a noi? A noi? Ma lo sappiamo da prima di voi, che quando se ne andrà non si porterà via i problemi”. Ma, secondo Bersani, il ”giorno dopo si potrà finalmente cominciare a lavorare per uscirne, dai problemi. E quando verrà quel momento non racconteremo favole, perché di favole si può morire. Per noi la seconda parola, dopo ‘fiducia’ sara’ ‘verità’”. 

L’Italia riuscirà a uscire dalla crisi. ”Ce la farà. Gli italiani ce la faranno”. E per il Pd dalla crisi se ne può uscire con un solo modo: “con l’equità”. Per il futuro prossimo, il segretario dei democratici dice no ”a ribaltoni o soluzioni di piccolo cabotaggio”. Piuttosto lancia la sfida di una ”legislazione di ricostruzione” con un ”patto tra moderati e progressisti, per sostenere la riscossa del Paese”. Certo, sottolinea Bersani, ”sappiamo che questa proposta è una sfida per tutti: per il centrosinistra, per le forze di centro e per lo stesso Partito Democratico. Ma guardando il dramma del Paese tutti devono accettarla”.

Non un grande successo ha invece registrato il rottamatore Matteo Renzi, sindaco di Firenze, che ha ricevuto parecchi fischi quando si è presentato nella piazza. “Vai ad Arcore”, qualcuno gli grida. Dichiara Renzi: “Ognuno può dire quello che vuole, sono qui perché faccio parte del partito”. E poi aggiunge: “Mi è dispiaciuto che qualcuno abbia detto ‘vai via dal Pd’. E’ tafazzismo, è masochismo cacciare via chi non la pensa come te”.

5 novembre 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi