Varese

Nascono i giardini Gentile, ma il sindaco dà forfait

Pur sotto una pioggia battente, questa mattina sono stati intitolati i giardini di via Morselli, quelli accanto al Liceo Classico Cairoli, ad una figura dubbia come Giovanni Gentile, ministro di Mussolini e firmatario di quell’ignobile manifesto antisemita che fu il Manifesto della razza.

L’assessore all’Ambiente, Stefano Clerici, era visibilmente soddisfatto per avere fatto passare una intitolazione a tutti i costi, appoggiata senza troppo entusiasmo dai partner del centrodestra, Pdl e Lega Nord. Presenti, questa mattina, rispettivamente con l’assessore Pd lMontalbetti e con il capogruppo lumbard Moroni, i quali erano presenti fisicamente, ma non hanno profferito parola.

Tuttavia l’infausta celebrazione, che ha visto anche la partecipazione di Paola Frassinetti, vicepresidente della Commissione Istruzione della Camera, in passato nota esponente del Fronte della Gioventù milanese, ha fatto registrare un’assenza autorevole: non era infatti presente il sindaco Attilio Fontana, che pure ieri aveva fatto pervenire una lettera a tutti i giornali sull’affaire-Gentile. Evidente obiettivo della lettera, quello di de-ideologizzare al massimo l’intitolazione. Ma questa mattina il sindaco non c’era.

Veri protagonisti della mattinata, gli esponenti ex An (nella foto): la targa sul masso dell’Asiago è stata scoperta da Clerici, dalla Frassinetti e dal consigliere comunale Cosentino. Presente anche il consigliere di An che, in Corcoscrizione 1, portò la proposta di intitolare i giardinetti a Gentile, Silvio Marzoli.

E non a caso, dentro il Liceo Classico, rifugio contro la pioggia offerto dal preside Salvatore Consolo, ad intervenire sono stati proprio Clerici, la Frassinetti e Marzoli. Ha parlato anche il funzionario del Verde pubblico Cardani, ma solo per illustrare la ristrutturazione dei giardinetti.

5 novembre 2011
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8 commenti a “Nascono i giardini Gentile, ma il sindaco dà forfait

  1. Jane Bowie il 5 novembre 2011, ore 16:37

    Infinita vergogna.

  2. ester il 5 novembre 2011, ore 17:11

    ma ce la potevano risparmiare questa intitolazione,potevano rispettare il dissenso che è motivato e legittimo,non un superato ideologismo che cozzerebbe coi reali problemi. della gente.Così dice il sindaco. Ma poi i reali problemi non li sanno affrontare e danno colpe al governo centrale, dove peraltro ci sono i loro capi,che si esprimono o con pernacchie o con barzellette.Desolante!

  3. sandro sardella il 5 novembre 2011, ore 18:19

    giustamente .. giardinetti per cani .. pardon! .. sotto la pioggia ………….

  4. gimocchiverdi il 5 novembre 2011, ore 18:32

    La capacita’ politica( si fa per dire) del Clerici e’ ormai sperimentata non ne azzecca una, dove interviene e’ un danno sicuro, confidiamo nell’intelligenza del sindaco, che trovi il modo di renderlo innocuo. Ma vorrei parlare della posizione dei due esponenti, Montalbetti e Moroni, che si sono prestati a questa macabra messinscena, per giunta in una sala dedicata ad una persona che perse la vita a causa dell’iniqua e criminale legge che( l’illustre per loro) approvo. Non vorranno cavarsela dicendo che era un fatto dovuto a livello istituzionale, e che loro nulla c’entrano, anche se il voto all’unanimita’ in giunta Montalbetti l’ha dato.Credo che i cittadini che votano Lega e Pdl facciano una riflessione su questi figuri che li rappresentano anche in queste porcherie.

  5. Giulio B. il 6 novembre 2011, ore 21:25

    Jossy Montalbetti ha perso una buona occasione per starsene a casa. Dovrebbe imparare dal Sindaco e farsi raccontare dallo Zio Senatore cosa vuol dire Ministro Fascista.

  6. indignata il 7 novembre 2011, ore 08:36

    CLERICI PROPRIO TU PARLI DI VALORI?
    TOGLITI QUEL SORRISO EBETE DALLA FACCIA E COMINCIA A VERGOGNARTI DI QUELLO CHE SEI!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. Jane Bowie il 7 novembre 2011, ore 16:59

    Vedo la foto di questi sorridenti signori che sventolano la bandiera italiana mentre festeggiano chi ha nutrito l’ideologia risultata nella tortura, deportazione e uccisione di altri italiani, alcuni residenti in quella zona, e mi viene da usare lo slogan di Amnesty International riguardo alla pena di morte: NOT IN MY NAME (non a nome mio).

  8. JIN Bovie il 8 novembre 2011, ore 15:27

    tutti questi commenti fanno ridere!!! anzi fanno piangere!! Comunque lo Zio Senatore ha raccontato già tutto ed era entusiasta di questa targa!!

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