Varese

Movida, il Comune minimizza e incolpa i media

Butta acqua sul fuoco della movida, l’assessore leghista alla Sicurezza e Polizia Locale, Carlo Piatti, che ieri è intervenuto in commissione consigliare. Lamentele, disagi, pericoli, allarmi, tutto è apparso scarsamente rilevante, ed è stato in gran parte attribuito alla brutta abitudine dei media di gonfiare le cose. Minimizzare: questo è sembrato il messaggio lanciato dalla commisssione presieduta dall’ex assessore alla partita, il pidiellino Fabio D’Aula.

L’assessore Piatti inizia dicendo che “ora che è venuto freddo, la situazione sta già migliorando rispetto all’estate”. Ribadisce, Piatti, che sono stati soltanto tre i residenti che si sono lamentati per il trambusto e la sporcizia lasciata nelle strade. Lamentele giunte da piazza Carducci, il cuore della movida varesina, insieme a via Cavallotti, “piccola Brera” made in Varese. E’ sempre l’assessore che ricorda come il vero problema non sia tanto il rumore prodotto dai locali, quanto le “vasche” fatte dai giovani protagonisti della movida. Tutto sommato, insomma, la movida che si svolge soprattutto le sere dei weekend non è un grande problema.

Nonostante i toni rassicuranti, si scopre, dalle parole dell’assessore, che parecchie sono state le sanzioni contro l’eccessiva occupazione di suolo pubblico con tavolini da parte dei locali (l’assessore non chiarisce però quali siano i locali e a quanto ammontino le sanzioni). Altri problemi sanzionati dalla Polizia locale: tariffari non esposti, rumori notturni.

Si comprende che uno dei problemi principali è la sporcizia che resta nelle strade della movida. Dice l’assessore Piatti che non ci sono bottiglie e bicchieri in vetro, proibiti da un’ordinanza, ma in giro si trovano bicchieri di plastica. E poi resta il problema delle strade utilizzate come un vespasiano a cielo aperto. “Abbiamo fatto con l’assessore Ghiringhelli una riunione con gli esercenti – dice Piatti – per discutere con loro il problema”.

Da parte dei consiglieri presenti, sono state formulate le proposte più disparate: da chi ha proposto, come Antonio Miedico, di approntare un indirizzo di posta elettronica del Comune per dialogare con i giovani, a chi si è soffermato, come Luciano Ronca (Varese&Luisa) sulla possibilità di distribuire una polverina che reagisce e si colora a contatto con l’urina. D’Aula ha suggerito di tenere aperto il vespasiano di piazza Monte Grappa anche nelle ore notturne, mentre il consigliere del Movimento 5 Stelle, Francesco Cammarata, ha ribadito la necessità di collocare fuori dai bar contenitori per la raccolta differenziata.

Muro ampio e bipartisan, invece, a partire dall’assessore Piatti, contro la proposta di allungare l’apertura nottura dei locali (dalle 2 alle 3), sostenuta, ad esempio, dal consigliere Pdl, Cosentino. Un no forte dal leghista Porrini: “un’ora di alcol in più può ampliare lo spazio di coloro che vogliono fare danni e dare vita a risse”.

5 novembre 2011
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5 commenti a “Movida, il Comune minimizza e incolpa i media

  1. ester il 5 novembre 2011, ore 16:26

    Ho l’impressione che quando
    si devono prendere provvedimenti x risolvere problemi concreti dei cittadini,questi amministratori non sappiano che fare e così minimizzano e lasciano soli i cittadini.Penso che l’ass.Piatti viva in una bella casa silenziosa,io ho avuto gravi probl.coi rumori e nessuno mi ha aiutato.Poi c’è la questione del degrado urbano che ci addolora tutti.Se i politici locali non riescono ad affrontare queste cose che ci avvelenano la vita di tutti i giorni ,a che servono?Non tutti hanno alle spalle una famiglia,magari potente come l’ass.Piatti e ci dovrebbero essere strutture e persone cui rivolgersi in caso di necessità.

  2. cittadino superpartes il 5 novembre 2011, ore 18:45

    Questi non hanno minimamente il polso della situazione l’unica cosa sensata e’ che con l’arrivo del freddo la movida si sta ridimensionando, e si formano forti nuclei di persone in zone circoscritte accentuando in loco il vociare. Non e’ vero che non ci siano vetri in giro l’Ass Piatti farebbe bene magari informandosi da chi fa servizio nelle serate in questi luoghi come i volontari GEV che io vedo spesso.

  3. Vittorio Conti il 5 novembre 2011, ore 20:43

    Il disagio è evidente, forse le lamentele saranno anche poche(?), ma non ritengo che sia giusto valorizzare di una città il caos notturno, il rumore assordante, la viabilità impazzita, la sporcizia ed il conseguente degrado.

    Varese non è una spiaggia della Romagna, dove comunque sono più attrezzati ad accogliere i giovani e la vita notturna.

    Ma poi, ha senso incentivare una cultura che mette al centro lo sballo, la vita di notte, i beveroni di ogni tipo e la trasgressione per dimenticare i problemi reali della vita? Varese potrebbe essere valorizzata più come ambiente naturale, culturale e perché no? anche artistico. Brave, queste persone che di giorno dormono per vivere di notte!!! Boh!?! Meno male che abito in periferia!!!

  4. ester il 5 novembre 2011, ore 21:35

    concordo con Vittorio,ma si sa viviamo in una società schizofrenica dove i valori sono ribaltati,confusi e i politici che dovrebbero dare esempi positivi,non sono all’altezza e così x accontentare tutti si passa sopra a quelle che dovrebbero essere regole elementari del vivere civile ed ecco il degrado ecc.Comunque x essere breve,devo dire che x me il problema del rumore è molto importante,vitale e nessuno ne parla.Io vorrei fondare un’associazione al riguardo!Esistono tanti gruppi cosiddetti no profit,che non aiutano nessuno!Nel rumore non si può vivere!

  5. Emmaus il 7 novembre 2011, ore 15:53

    Mi sorprendono le opposizioni che non dicono niente ed un assessore che vive su un altro pianeta!

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